Una ventina di persone con striscioni e vignette

Referendum: Boschi contestata alla festa dell’Unità di Milano

di Redazione - - Cronaca, Politica

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Foto IPP/Felice De Martino Napoli 09/07/2016 Politica Politica Convegno sul referendum costituzionale Nella foto: Maria Elena Boschi - Ministro per le Riforme Costituzionali - italyphotopress world copyright Photo IPP / Felice De Martino Napoli 07/09/2016 Policy Congress policy on the constitutional referendum Pictured: Maria Elena Boschi - Minister for Constitutional Reforms - italyphotopress world copyright

MILANO – Dopo gli applausi al taglio del nastro della Casa del Sì per il referendum, il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, è stata accolta da un gruppo di contestatori all’arrivo alla Festa dell’Unità meneghina. A esprimere ad alta voce il proprio dissenso una ventina di persone esponenti dei movimenti per il No al referendum, che hanno esposto striscioni e vignette contro la Boschi, accusata di decidere in modo non democratico sulle riforme. Il ministro ha risposto ai contestatori chiedendo ascolto e rispetto, rallegrandosi comunque della possibilità di dissenso all’interno delle Feste dell’Unità. Ricordiamo però alla ministra che dalla Festa dell’Unità di Firenze sono stati banditi i partigiani perché avrebbero espresso le ragioni del no. La nostra città deve sempre distinguersi in negativo.

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Commenti (1)

  • Giuseppe Castronovo

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    ANCHE RENZI CONVINCE GLI ELETTORI A VOTARE “NO” AL REFERENDUM.
    Totò: amici devo confessarvi…
    Romano: che cosa?
    Totò: tutti voi sapete che da tempo avevo deciso – e l’avevo confidato anche a voi – che al Referendun costituzionale avrei votato un bel “SI” .
    Ludovico: certo che ce lo ricordiamo….E adesso?
    Totò: ho cambiato idea e voterò un bel “NO”.
    Giacomo: come mai?
    Totò: è stato lo stesso Renzi a farmi cambiare idea.
    Giacomo: spiegaci cosa ti è capitato.
    Totò: finora Renzi diceva che in caso di una sua sconfitta – perché tale considerava e in segreto, ancor oggi, continua a considerare tale la vittoria del “NO” – si sarebbe dimesso. Ma in queste ultime settimane ha cambiato idea affermando che “anche in caso di vittoria del “NO” non si dimetterà, cosicché le prossime elezioni politiche si svolgeranno nel 2018, cioè alla naturale scadenza della legislatura.
    Giacomo: ebbene, spiegaci il percorso fatto per arrivare alla decisione di votare “NO”.
    Totò: avrei votato – così come del resto tanti nostri amici – un bel “SI” al solo scopo di evitare una crisi di governo di difficile soluzione, a prescindere quindi dal contenuto della riforma. Un voto, quindi, per tenere in piedi il Governo Renzi. Ma visto che la permanenza a Palazzo Chigi di Renzi non dipende più dall’esito referendario dobbiamo sentirci più liberi nel voto e valutare meglio il contenuto della riforma. E poiché non mi convince in non pochi punti che ritengo fondamentali per la democraticità del nostro sistema costituzionale voterò un bel “NO”.
    Giacomo: meglio tardi che mai. Comunque grazie Totò per averci fatto partecipi del tuo travaglio.
    Franco: Totò permettimi una domanda.
    Totò: dimmi pure.
    Franco: esponici qualche punto della riforma renziana che non convincendoti ti spinge a votare “NO”.
    Totò: vi espongo questi due punti :
    – la tanto decantata soppressione del Senato alla fine non c’è stata! Il Senato continuerà ad esserci ma noi non eleggeremo più i Senatori.
    -La Provincia? Non è vero che è stata soppressa; ha cambiato solamente nome (Ente di area vasta o Area metropolitana). Ma noi non eleggeremo né il Presidente, né i componenti dell’Assemblea. E non mi sembra roba da poco.
    Giacomo: Grazie ancora Totò. Prof. Vezio che ne pensa?
    Vezio: ha illustrato tutto così bene l’amico Totò per cui non è necessario che aggiunga altre riflessioni se non che con la riforma renziana si restringe la democrazia partecipativa. Altrimenti detto quella di Renzi è una riforma che alla fine:
    – non ha abolito il Senato ma ha sottratto la scheda elettorale a noi cittadini elettori;
    -non ha abolito la Provincia ma ha sottratto la scheda elettorale a noi cittadini elettori.
    Ecco cosa significa restringere la democrazia partecipativa. Renzi e il suo Partito ci sono riusciti, spetta a noi cittadini bloccarli in questa loro folle avventura. E il referendum, votando come dice l’amico Totò, “un bel NO”, serve proprio a questo: a bloccare Renzi e i suoi in questa loro folle corsa tesa a restringere la democrazia partecipativa nel nostro Paese.
    (Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
    gcastronovo.blogspot.it

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