Solo in Italia continua a pagare Pantalone

Terremoto: ovunque negli altri paesi è obbligatoria l’assicurazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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L’Italia è l’unico Stato in Europa nel quale la mano pubblica ripara tutti i danni da calamità naturale, anche perché i vari governi e i vari politici che si sono succeduti da cinquant’anni a questa parte hanno la coscienza sporca per non aver saputo o voluto mettere in sicurezza una parte rilevante del territorio nazionale. Vediamo invece la situazione nei principali Stati d’Europa. Ovunque è prevista un’assicurazione, che sia volontaria (in Germania, Gran Bretagna o Belgio) o semi-obbligatoria (Spagna e Francia), con tariffe regolate dallo Stato o con sovvenzioni o con sgravi fiscali, ma che comunque deve coprire i rischi da calamità. Il cittadino paga, la polizza lo copre.

A un’ assicurazione volontaria contro il terremoto aveva pensato già Berlusconi nel 2005 e poi nel 2007. Ma la sinistra aveva rigettato sdegnata la proposta, deve pagare lo stato sociale, se no che democrazia siamo? Ci ha riprovato Monti con un decreto del 2012, che prevedeva sempre l’assicurazione volontaria, ma con la postilla che lo Stato non avrebbe più pagato. Quattro giorni dopo però venne il sisma nella rossa Emilia e il Pd, insieme ad altri, fece decadere il decreto in Parlamento. Doveva soccorrere i propri elettori e venire in aiuto al disastrato governatore Errani, perbacco. 

Ora ci sta ripensando il governo Renzi, e speriamo che sia la volta buona, come recitano gli slogan del rottamatore. Il sottosegretario all’economia Paola De Micheli ha manifestato l’intenzione di convocare una riunione con le parti sociali e i rappresentanti delle assicurazioni. «Capisco bene – dice la De Micheli – che la politica si sia sempre trovata in difficoltà davanti a questa scelta. Comunque la si metta un’assicurazione appare come una tassa in più. Ed è una questione che tocca tutti. Solo in Italia ci sono 30 milioni di proprietari di casa». Sarà uno dei problemi principali da risolvere nel quadro del progetto pluriennale lanciato da Renzi, quello di Casa Italia, che dovrebbe mettere in sicurezza gli edifici. Il governo sembra orientato verso la soluzione degli sgravi fiscali per spingere i cittadini a stipulare singolarmente un’assicurazione.

Ma non sono tanto d’accordo le imprese assicuratrici. L’Ania, associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, ha valutato che il patrimonio immobiliare italiano vale 3900 miliardi di euro, pari a due volte e mezzo il Pil annuo. I suoi tecnici hanno fatto anche delle simulazioni, tenendo conto delle classi di rischio sismico e dei costi di ristrutturazione. Il risultato è una media di 73 euro di premio ogni 100mila euro di valore assicurato (e solo nel caso in cui tutti davvero provvedano). «Ragionevolmente – si legge in un recente studio del Consiglio nazionale degli Ingegneri – possiamo ipotizzare almeno 100 euro per 100mila euro di valore assicurato, considerando la remunerazione delle imprese».

Quel che, a detta di Renzi, si risparmia sull’Imu della prma casa potrebbe essere fruttuosamente reinvestito nell’ assicurazione. «La materia – dice il sottosegretario – è oggettivamente complessa, ma se c’è l’accordo dobbiamo procedere celermente».  Resta comunque il fatto che a pagare sempre e comunque sarà il cittadino, mai si mettono in discussione i costi della politica, con i quali potrebbero essere realizzate non uno, ma mille progetti come quello di Casa Italia. Ma da quest’orecchio da destra, dal centro e da sinistra sono tutti sordi, vogliono continuare la pappatoria. 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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