Verranno rispettate le scelte degli abitanti colpiti

Terremoto: salgono a 294 le vittime. Errani, emergenza e ricostruzione viaggeranno insieme

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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AMATRICE – A dieci giorni dal sisma che ha sconvolto il centro Italia aumenta il bilancio dei morti. I vigili del fuoco hanno infatti individuato in serata il cadavere di una persona sepolta sotto le macerie di Casale, una piccola frazione a poca distanza da Amatrice. Il corpo è stato individuato dal nucleo Usar (Urban serch and rescue) del Lazio tra le macerie di un”abitazione. Secondo i dati ufficiali le vittime accertate del terremoto sono attualmente 294, di cui 244 nel Lazio e 50 nelle Marche. Ad oggi sono 4.541 le persone assistite ed ospitate nei campi e nelle altre strutture allestite allo scopo. Un numero in aumento di circa 500 unità, rispetto al giorno precedente. Nel frattempo, sarà l”Esercito a presidiare le zone rosse dei centri colpiti.

ERRANI – Il commissario Vasco Errani, dopo una prima consultazione con presidenti di regioni e sindaci interessati, ha deciso la strategia da seguire nell’immediato futuro. Quelli di Accumuli hanno chiesto di andare a San Benedetto del Tronto in attesa che vengano completate le casette di legno. Ad Amatrice invece arriveranno i container per le aziende agricole e le roulotte sia per gli abitanti delle frazioni sia per coloro che non vorranno usufruire del contributo di autonoma sistemazione. A dieci giorni dal terremoto, entra nel vivo la seconda fase dell”emergenza: quella che ha l’obiettivo di levare al più presto gli sfollati dalle tende. Il commissario per la ricostruzione ha spiegato che, in attesa della installazione delle “casette”, d”intesa con i sindaci e con gli stessi cittadini, “cercheremo soluzioni alternative”. Anche se il governatore delle Marche Luca Ceriscioli ha affermato che ci vorranno “circa sei mesi” ( ma i tecnici sostengono 4) per portare gli sfollati nelle casette di legno, anche se “la Protezione civile ha avviato i contratti per la fornitura e sono state individuate le aree dove collocarle”.

CASETTE – La dead line è già segnata ed è la fine di settembre; i tecnici sanno perfettamente che quello è il termine massimo per evitare che esploda una rivolta nei campi, sperando che non arrivino prima piogge e freddo. “D”intesa con i sindaci – ha detto Errani – cercheremo soluzioni alternative alle tende, a partire dall”autonoma sistemazione, in modo da offrire un ricovero quanto più confortevole possibile alle famiglie che hanno perso tutto”. La scelta primaria del governo è dunque quella di puntare sul contributo per l”affitto – 200 euro a persona, fino ad un massimo di 600 a famiglia – o, in alternativa, a spostare gli sfollati negli alberghi. Fermo restando che verranno rispettate le scelte degli amministratori locali e di quelle comunità che decideranno di non lasciare i propri paesi, neanche per i mesi necessari alla realizzazione delle casette.

AMATRICE – Sta via via prendendo forma anche l’ “Amatrice provvisoria”, come la chiama il sindaco Sergio Pirozzi. Innanzitutto, è stata individuata la soluzione per la trentina di aziende agricole del territorio: nei prossimi giorni arriveranno i container, in modo da consentire ad agricoltori ed allevatori di proseguire l”attività. Le 69 frazioni verranno invece ”accorpate” e ridotte ad una ventina; qui arriveranno le roulotte e, successivamente, le casette. Discorso ancora diverso per il migliaio di persone che, invece, risiedevano nel centro di Amatrice. La volontà della stragrande maggioranza della gente è quella di non lasciare il paese e, dunque, potrebbe non andare in porto l”idea che stava maturando, vale a dire spostare gli sfollati a Cittaducale, a pochi chilometri da Rieti, ed organizzare ogni giorno un servizio navette. Molto più probabile, dunque, che anche in paese si ricorra alle roulotte o ad una sorta di accoglienza ”solidale”: chi ha la casa agibile ospita chi non l’ha persa. Ovviamente chi vorrà potrà usufruire del contributo di autonoma sistemazione. “La soluzione la troveremo insieme – di autonoma sistemazione. “La soluzione la troveremo insieme – dice il sindaco – ma l”unica cosa certa è che non ci saranno container ad Amatrice”. Pirozzi ha inoltre già individuato le aree dove sorgeranno le casette provvisorie: il campo sportivo dove c’è oggi la tendopoli e l”area nella frazione di San Cipriano, all’ingresso del paese, dove oggi c”è il campo dei volontari dell”Ampas, a pochi metri dalla nuova scuola. E nel frattempo si lavorerà al progetto della nuova Amatrice. “L’emergenza e la ricostruzione – ha spiegato Errani – viaggeranno in contemporanea, in modo da ridurre ancora di più i tempi”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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