Il governo tenta di frenare l'ira dei bancari

Banche: Palazzo Chigi precisa, il premier vuol tagliare i consigli d’amministrazione, non i dipendenti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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abi1ROMA – Renzi fa un’altra precipitosa marcia indietro; questa volta non direttamente (è in Cina), ma affidandosi alla struttura della presidenza del consiglio. Dopo il rovinoso esito della sua anticipazione sui 150.000 bancari da licenziare nel prossimo futuro e le reazioni veementi dei sindacati, che hanno subito minacciato uno sciopero generale, fonti di Palazzo Chigi adesso tengono a sottolineare che non c’è nessuna ipotesi di dimezzare i bancari entro dieci anni (spiegazione poco credibile perché il premier in realtà aveva detto proprio questo, fornendo anche i numeri). Il governo, secondo le stesse fonti, si pone piuttosto l’obiettivo di ridurre i cda pleonastici e le poltrone dei cda, il ruolo della politica dentro le banche, le superconsulenze. Non c’è intenzione di dimezzare i bancari, insomma. Anzi: la preoccupazione sull’eventuale esubero di lavoratori, in tutti i settori, anche nel bancario, è al centro delle preoccupazioni del governo, assicurano le stesse fonti.

L’Associazione bancaria (Abi), tirata in causa dai sindacati, si propone comunque di aprire un confronto: «L’Abi è pronta a sedersi immediatamente con il governo e le organizzazioni sindacali di settore per lavorare costruttivamente a fondare un nuovo patto sociale, che permetta a uno dei settori più vitali del nostro Paese di continuare sempre più a operare per il bene comune», dice Eliano Omar Lodesani, presidente di Casl Abi.

Ma Renzi non potrebbe contare fino a dieci prima di aprire imprudentemente la sua bocca loquace?

 

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Camillo Cipriani

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