Contrasti fra deputazione generale e deputazione amministratrice

Monte Paschi: la Fondazione domani 5 settembre esamina aumento capitale

di Redazione - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

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fondazione mps

SIENA – L’aggiornamento del piano programmatico pluriennale e le valutazioni sullo stato finanziario dell’ente saranno al centro della giornata di lavoro di domani a Palazzo Sansedoni, dove si riuniranno la deputazione amministratrice prima e la deputazione generale poi della Fondazione Mps. All’orizzonte la scelta sull’adesione o meno al prossimo aumento di capitale della conferitaria previsto dal piano di risanamento di Mps, di cui la Fondazione ha l’1,4%. «Le valutazioni sono per adesso premature perché non si conoscono le condizioni di adesione», spiega una fonte.

I componenti della deputazione generale, espressione degli enti nominanti, sono compatti nella volontà di continuare a mantenere un legame con la banca, anche se la sottoscrizione dell’aumento di capitale potrebbe costare alle casse di Palazzo Sansedoni circa 60 milioni di euro, a fronte di un patrimonio di 400 milioni. Di parere diverso sarebbe invece la deputazione amministratrice che è chiamata a decidere sulle indicazioni ricevute dalla deputazione generale e contenute proprio nel piano programmatico pluriennale che deve essere approvato entro la fine del mese. La data sarebbe già fissata al 29 settembre.

Proprio la differenza di valutazione sta portando a qualche ”mal di pancia” nei componenti della deputazione generale che imputano ai colleghi dell’amministratrice, e soprattutto al presidente Marcello Clarich, “una debolezza di rapporti, di diplomazia e di interpretazione del territorio”, spiega ancora la fonte, sottolineando come esista “il rischio che la Fondazione Mps torni a diventare un bancomat sotto le pressioni di soggetti economici e istituzionali che richiedono soldi”.

Sul tavolo della deputazione generale non ci sarà comunque la fiducia a Clarich, nonostante le critiche dei rappresentanti degli enti nominanti. L’intenzione è quella di mantenere al proprio posto il vertice di Palazzo Sansedoni sulla base di due valutazioni: il momento è delicato e la deputazione generale finirà il proprio mandato tra un anno esatto a differenza dell’incarico del presidente e della deputazione amministratrice che scadrà nell’agosto del 2018.

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