Si organizzano i vari comitati per conquistare gli elettori incerti

Referendum istituzionale: si schierano i partigiani del si e del no. In campo anche D’Alema

di Paolo Padoin - - Primo piano

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referendum_elezioni_schedaR439_thumb400x275ROMA – Dopo la pausa dovuta, doverosamente, alla vicenda del terremoto che ha colpito l’Italia centrale, si riaffilano le armi della propaganda degli opposti schieramenti in vista del referendum istituzionale, per il quale la ministra Boschi ha anticipato la fissazione di una data fra fine novembre e inizio dicembre.

GOVERNO – «Le prossime settimane saranno importanti e l’impegno dovrà aumentare – ha affermato la ministra. Se vogliamo avere l’occasione di fare un passo in avanti, lo possiamo fare con questa riforma, che garantisce la stabilità. Poi può darsi che nel tempo alcune cose si possano rivedere». Affermazioni sottoscritte, dal G20 in Cina, dal premier Matteo Renzi: «La vittoria del sì vuol dire che l’Italia avrà stabilità per pensare ad altre questioni importanti, ed è importante che sulle riforme strutturali alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, abbiano espresso apprezzamento, valorizzando il nostro lavoro».

SINISTRA – Il gioco si fa duro e ci si schiera in campo. In sostegno del Si arriva la lettera appello della “Sinistra per il sì”, che il 2 ottobre farà la sua assemblea a Milano. Personalità della politica e della società civile, che dichiarano di “avere a cuore prima di tutto democrazia, lavoro, welfare, solidarietà, equità, partecipazione. Per una democrazia inclusiva e decidente”. Tra i primi a firmare Luigi Berlinguer, Cassano, Chiti, Damiano, De Micheli, Fassino, Finocchiaro,  Gualtieri, Kustermann, Marini, Martina, Mauri, Orfini, Orlando, Pittella, Pizzetti, Ronchi, Staino, Tronti, Veca, Verducci, Zavoli ed il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

DEM – Ma poichè – come dice il leader della sinistra Pd Roberto Speranza invocando il dialogo, “Il Pd non può trasformarsi in un mega comitato elettorale per il sì o in una caserma in cui si ha cittadinanza solo se si vota sì” – ecco che scendono in campo anche i dem per il No, con un capitano di peso: Massimo D’Alema. Oggi 5 ottobre al Cinema Farnese, teatro di storiche battaglie politiche, i comitati unitari di centrosinistra per il No iniziano ad organizzarsi, certi che il Pd “grazie al carattere liberale dello suo statuto” non ostacolerà i parlamentari democratici che non la vedono come Renzi. E anzi accusano il premier di avere “snaturato il confronto referendario”, volendo dar vita ad “una sorta di partito unico di governo, posizionato al centro, che si concepisce come alternativo alla destra e alla sinistra”, alterando così “il profilo costitutivo del PD quale partito di centrosinistra”. Il fronte dem per il No spiega – in un documento firmato tra gli altri da Corsini, Dirindin, Manconi, Micheloni, Mucchetti, Ricchiutti, Tocci, Bossa, Capodicasa, Monaco – che in caso di bocciatura della riforma “la circostanza che anche elettori e militanti del PD possano avere contribuito al no non autorizzerebbe a stabilire l’improprio automatismo: no alla riforma=crisi di governo”. Loro stessi, dunque, salverebbero Renzi dal cul de sac di un automatismo in cui, “sbagliando”, si era cacciato.

OPPOSIZIONI – Ma per il leghista Roberto Calderoli la battaglia ha un esito scritto e “ormai sono milioni i cittadini che, a prescindere dallo schieramento politico di appartenenza, si stanno mobilitando per difendere la sovranità popolare e far vincere il NO al pasticcio centralista e liberticida”. Una tesi avvalorata dal sondaggista Nicola Piepoli, per il quale “la netta vittoria iniziale del sì è piuttosto appassita e oggi il no sembra essere in lieve prevalenza nei sondaggi”: 51% al NO contro 49% al SI, con un ruolo degli elettori del centrodestra decisivo sull’esito finale. Così, anche se a Cernobbio il 75% dei partecipanti si è detto favorevole al SI, il capogruppo Fi Renato Brunetta esulta: “Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Ormai tutti i sondaggi fotografano questa situazione. Il ”sì” perde nettamente, il ”no” vince! Siamo sempre maggioranza del Paese, contro Renzi e la sua ”schiforma”.

Dunque la campagna è in pieno svolgimento, è già lanciata. Di qui a fine novembre ne vedremo delle belle.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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