La disastrosa classifica dell'Italia in Europa

Servizi al consumatore: siamo fra gli ultimi in Europa, davanti a Polonia, Bulgaria e Croazia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Dal 2008 l’esecutivo comunitario monitora le performance dei mercati, per individuarne le criticità e offrire al consumatore tutele e garanzie. La Commissione Ue utilizza l’indice Mpi, uno speciale indicatore di fiducia del consumatore, loro aspettative, la varietà e la possibilità di scelta, i disguidi (merce difettosa, consegne in ritardo) e gli annessi reclami.

La Commissione ha quindi misurato il sentimento dei chi compra attraverso il Quadro di valutazione 2016 dei mercati al consumo, documento che alla voce «Italia» mette in luce un sistema paese in grave ritardo, fra gli ultimi in Europa. Che si tratti di viaggi aerei, prenotare vacanze, servizi telefonici o ristorazione, non fa differenza: la percezione è quella di uno punti meno conveniente dove rivolgersi rispetto agli altri Ventisette membri dell’Ue. A meno che non si voglia leggere un libro o giornale, o comprare un prodotto tecnologia: qui l’Italia riesce ancora a essere esempio virtuoso.  Il che spiega perché le imprese siano titubanti a investire in Italia, nonostante le riforme, a suo avviso eccezionali, vantate dal rottamatore. ma ci credono soltanto Obama e la Merkel.

«Rispetto alla media comunitaria le performance di tutti i componenti dell’indice di fiducia sono negativi». Risultato: con un punteggio di 77,1 il Belpaese è il quintultimo Stato europeo per percezione di efficienza dei mercati di consumo, davanti a Polonia, Spagna, Bulgaria e Croazia, e 2,7 punti in meno ai valori Ue (79,3). Ci sono in Italia carenze alle voci «tutti i mercati di beni» (-1,4 punti) e «tutti i mercati dei servizi» (-3,3 punti). Pesano, su quest’ultimo fronte, le valutazioni date al sistema di trasporto pubblico (indice Mpi a 66,6, -11,4 punti rispetto alla media Ue), di fornitura d’acqua (68 punti, 7,8 sotto la media Ue), e sul funzionamento delle poste (72,3 punti, 7,2 in meno della media Ue), i peggiori in termini di performance.

Un altro bel risultato di cui Renzi può andar fiero, ma di cui naturalmente non si parla.

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Camillo Cipriani

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