I dati forniti da Coldiretti

Vendemmia 2016 in Toscana: diminuisce la quantità di vino (meno 5%) ma cresce la qualità

di Redazione - - Cronaca, Economia

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I vigneti del Chianti

I vigneti del Chianti

FIRENZE – La vendemmia 2016 in Toscana non supererà i 2,5 milioni di ettolitri, con una riduzione intorno al 5 per cento rispetto all’anno scorso. E’ quanto afferma la Coldiretti Toscana sulla base delle previsioni Ismea nel sottolineare che molto dipenderà dal mese settembre, ma le condizioni attuali fanno ben sperare per una annata di buona qualità.

La raccolta delle uve dovrebbe partire quest’anno con un ritardo di circa una settimana; per il Sangiovese, vitigno base dei grandi vini rossi toscani, si dovrà aspettare la fine del mese di Settembre. In Toscana, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, sono attive complessivamente 18.000 aziende viticole, per una superficie complessiva di circa 58.000 ettari di vigneto. Oltre il 90 per cento delle uve raccolte viene utilizzato per la produzione di vini a denominazione di origine. Negli ultimi anni si è registrato un consistente aumento della vendita diretta da parte delle piccole aziende che trasformano le proprie uve e vendono i loro vini ai consumatori sia in cantina che tramite la rete dei mercati e dei Punti di Campagna Amica. E’ ancora poco sviluppato invece il settore della vendita tramite il commercio elettronico.

Da un punto di vista qualitativo la vendemmia 2016 fa davvero ben sperare – dichiara Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – . Questo è particolarmente importante per la nostra viticoltura, caratterizzata da vini a denominazione di origine di alta qualità, in gran parte destinati al mercato estero. Il futuro del Made in Italy dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività che è stata la chiave del successo nel settore del vino dove ha trovato la massima esaltazione la valorizzazione delle specificità territoriali che rappresentano la vera ricchezza del Paese” ha affermato il presidente Marcelli nel sottolineare che “il vino toscano, e più in generale il vino italiano, è cresciuto scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo dove oggi 1 bottiglia esportata su 5 è Made in Italy”.

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