Ipotesi di estensione del Quantitative easing

Economia: Bce, tassi invariati, ma Draghi lancia l’allarme. Economia europea a rischio peggioramento

di Camillo Cipriani - - Cronaca

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draghiFRANCOFORTE – La Banca centrale europea (Bce) ha lasciato invariato a zero il tasso di rifinanziamento principale, in linea con le attese degli analisti, a seguito dell’odierna riunione del comitato esecutivo. L’Eurotower ha anche confermato a -0,40% i tassi sui depositi overnight presso lo sportello Bce. Il tasso di rifinanziamento marginale resta inoltre allo 0,25%. Nessuna variazione anche per quanto riguarda il programma di acquisti da 80 miliardi che proseguirà fino al marzo 2017 «o oltre se necessario».

Draghi: rischi di peggioramento dell’economia –  L’economia dell’area euro è «solida ma lo scenario base rimane soggetto a rischi al ribasso». Che chiarisce l’ipotesi di estensione del quantitative easing (Qe): «Non abbiamo discusso» dell’estensione del programma di acquisti. Draghi ha ricordato come il consiglio dei governatori della Bce abbia dato incarico ai comitati «di valutare le opzioni per assicurare una corretta attuazione del nostro programma di acquisto». Le indagini, spiega il capo della Bce, mostrano come «il credito stia raggiungendo le imprese non finanziarie e la nostra politica è stata molto effettiva». E aggiunge: «Il credito sta crescendo costantemente dal 2014» e «la trasmissione della politica monetaria non ha mai funzionato meglio di oggi».

Le stime sul Pil  – La Bce ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni del Pil per il 2016 e limato quelle per il 2017. Quest’anno sarà pari all’1,7% contro l’1,6% di giugno, mentre nel 2017 sarà dell’1,6% a rispetto alla precedente dell’1,7%. Nel 2018 la stima è dell’1,6%. Per quanto riguarda l’inflazione le previsioni sono immutate: 0,2% nel 2016, 1,2% nel 2017 e 1,6% in 2018.

I tassi bassi – Il direttivo della Bce è «conscio che i tassi di interesse negativi avranno conseguenze problematiche per le banche» ma «bisogna essere pazienti, devono restare bassi perché la ripresa prosegua, così alla fine avranno un effetto positivo anche per i bilanci della banca», ha aggiunto Draghi spiegando che «finora non si sono registrati effetti negativi sui bilanci delle banche» e avvertendo che i tassi negativi «non possono diventare una giustificazione per qualsiasi cosa non vada nel mondo bancario».

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Camillo Cipriani

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