Sul sito ufficiale una vita da social

informatica: Polizia di Stato avverte, attenti alle e-mail truffaldine

di Redazione - - Cronaca

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whats

ROMA – Dal sito ufficiale ‘una vita da social’ della Polizia di Stato recepiamo alcune avvertenze utili per i nostri lettori:

WHATSAPP – Da alcuni giorni sta girando una catena di Sant’Antonio che punta a depistare gli utenti. “Se hai almeno venti contatti manda questo messaggio a loro – si legge nel messaggio – così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito”. L’informazione non arriva dallo staff di Whatsapp. Ma viene veicolato come un semplice messaggio. “Whatsapp – spiega – costerà 0,01 centesimi al messaggio”. Quindi suggerisce di inviare lo stesso messaggio a dieci persone. “Salve, siamo Andy e Jonh, i direttori di whatsapp – si legge ancora – qualche mese fa vi abbiamo avvertito che da quest’estate Whatsapp non sarebbe stato più gratuito; noi facciamo sempre ciò che diciamo, infatti, le comunchiamo che da oggi whatsapp avrá il costo di 1 euro al mese. Se vuole continuare a utilizzare il suo account gratuitamente invii questo messaggio a 20 contatti nella sua rubrica, se lo farà, le arriverá un sms dal numero: 123#57 e le comunicheranno che whatsapp per LEI è gratis!!! Grazie”. Quindi invita a visitare il sito dell’applicazione. Dove, ovviamente, non c’è nulla di questa novità.

posta

GENI DELLA TRUFFA – I geni della truffa comunicano tramite una finta posta elettronica certificata la mancata spedizione di un ordine. Niente di più facile che il destinatario non abbia ordinato nulla. Ma anche in caso di merce effettivamente ordinata, non vi fidate e non compilate il modulo allegato, anche se il mittente preannuncia un aggravio delle spese di spedizione. Esenzaltro un tentativo di recapitarvi un bel virus per piratare il vostro account e rubare i vostri dati o la vostra privacy..I consigli sono sempre gli stessi: non compilate moduli; non rispondete; non cliccate sui link indicati; non accettate richieste di amicizia sui social network da utenti dalle strane credenziali che, evidentemente, non conoscete.

Invitiamo i nostri lettori a seguire i consigli della Polizia.

 

 

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