I dati del ministero del lavoro

Lavoro: calano ancora i contratti a tempo indeterminato(-29,4%), aumentano (+7,4%) i licenziamenti, catastrofici effetti del Jobs Act

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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Renzi, Poletti

Renzi, Poletti

ROMA – Quando si dice la sfortuna: in piena campagna referendaria ci si mette anche il Ministero del lavoro a lanciare tremende gufate contro Renzi e a demolire, con la pubblicazione dei dati recenti sugli effetti nefasti del Jobs Act, le grandi riforme del governo illustrate a mezzo mondo. Nel secondo trimestre del 2016 le attivazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all’anno scorso (-163.099). Lo rileva il ministero del Lavoro con le comunicazioni obbligatorie. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati sono stati 470.561, -10% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il dato, a differenza di quello dell’Inps, tiene conto di tutto il lavoro dipendente compresi domestici, agricoli e p.a e anche dei contratti di collaborazione. I numeri risentono della riduzione dell’incentivo all”assunzione a tempo indeterminato.

Nel periodo i licenziamenti sono stati 221.186, 15.264 in più (+7,4%) rispetto al secondo trimestre 2015. Sono invece diminuite le chiusure di contratto dovute alla cessazione dell’attività del datore di lavoro (-10,3%). Tra le cessazioni richieste dal lavoratore sono in calo considerevole sia le dimissioni (293.814, -23,9%) sia i pensionamenti (13.924, -41,4%).

Per le donne le uscite per pensionamento sono crollate (-47%), probabilmente anche a causa della stretta sui requisiti per la pensione di vecchiaia scattati quest”anno. Un calo ancora più consistente si era registrato nel primo trimestre con le cessazioni per dimissioni per pensionamento delle donne ferme a 3.169 (-64,9%).

Sarcastici i commenti delle opposizioni.

“Ministero #Lavoro: nel secondo trimestre del 2016 aumentano i licenziamenti, +7,4%. #JobsAct dei miei stivali @matteorenzi @PolettiGiuliano”. Lo ha scritto su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia,

“Ogni giorno si viene a conoscenza di dati disastrosi che riguardano l’economia italiana, in particolare il mercato del lavoro. Nel secondo trimestre del 2016, in base a quanto emerge oggi dalle comunicazioni ministeriali, le attivazioni di contratti stabili sono crollate del 30% rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre i licenziamenti sono aumentati del 7,4%. È chiaro che quando si usano bonus e incentivi a puro scopo elettorale, i risultati non possono essere altro che questi: passato il breve momento di euforia dovuto alla droga, poi il paziente sta peggio di prima”. Lo ha detto Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord.”

Renzi non si preoccupa della catastrofica situazione emersa dagli ultimi dati Istat e del ministero del lavoro. Crescita zero, contratti in diminuzione, licenziamenti in aumento. Ma a lui non interessa evidentemente fare provvedimenti validi per la gente comune, che si trova in difficoltà: gli basta aver approvato provvedimenti salvabanche di amici e partito, e di avere l’adesione interessata di Marchionne e John Elkan, in una parola della grande industria. E intanto continua la campagna referendaria per il Si,

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Camillo Cipriani

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