Molti professori ancora contestano i trasferimenti

Scuola: il ministro Giannini esalta l’operazione mobilità, ma i docenti del Sud protestano alla Fiera del levante

di Camillo Cipriani - - Cronaca

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MILANO – Il piano dei trasferimenti degli insegnanti lo stiamo completando, i tempi sono quelli delle prime settimane dall”inizio della scuola, come è sempre stato, con uno sforzo amministrativo gigantesco. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini parlando di quando si concluderà il piano di mobilità straordinaria che ha coinvolto migliaia di docenti in Italia, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’evento organizzato dal Corriere della Sera, ”Il tempo delle donne”, dove é intervenuta per parlare di educazione all” affettività nelle scuole.

“Quest’anno abbiamo dato una grande opportunità anche agli insegnanti già in ruolo con questo piano straordinario di mobilità, significa 207 mila persone in movimento”, ha aggiunto. I tempi della conclusione sono quelli “necessari a far sì che la scuola vada con regolarità, del funzionamento ordinario com’è avvenuto l”anno scorso che non è stato un anno più semplice, visto che avevamo da mettere in cattedra circa 100 mila nuovi insegnanti”.

Ma, nonostante le ottimistiche afferma zioni della ministra, gli insegnanti, soprattutto del Sud. non sono soddisfatti delle procedure seguite e domani organizzeranno una contestazione del premier Matteo Renzi, atteso all’inaugurazione della Fiera del Levante.

LEVANTE – Coi nastrini rossi ai polsi e i cartelli con la scritta delle loro destinazioni i docenti assunti con il piano straordinario della riforma la ”buona scuola” protesteranno domani a Bari, davanti all”ingresso principale della Fiera del Levante dove si terrà la cerimonia di inaugurazione della 80/a edizione della Campionaria, alla presenza del premier Matteo Renzi. A quest’ultimo i docenti vogliono consegnare una lettera aperta nella quale affermano di “credere nelle istituzioni” e per questo chiedono allo Stato “una mano d’aiuto”. “Le soluzioni – dicono nella lettera a Renzi – sono sotto i suoi occhi. Lei che ha a cuore le sorti dell”Italia non può lasciare indietro il Centro-Sud”. I 18 mila docenti assunti con il piano straordinario della riforma la “buona scuola” di Puglia, Abruzzo e Campania sono quindi di nuovo uniti dagli intrecci dei nastrini rossi per ribadire quel legame indissolubile con la propria Terra, la scuola e la famiglia. “Molti di noi sono purtroppo partiti e sperano di poter rientrare anche solo per un anno con le assegnazioni provvisorie, in attesa di nuovi e definitivi sviluppi che ci possano riportare nella nostra Terra. A Bari, – afferma Francesca Marsico del gruppo nastrinirossidocentipugliesi – domani saremo un piccolo presidio, molti di noi infatti sono assenti perché in servizio nelle scuole del centro-nord Italia assegnate dall”algoritmo del Miur per svolgere quel lavoro che per tutti gli anni precedenti è stato svolto in Puglia tra la nostra gente. Noi docenti dei nastrini rossi non perdiamo la speranza di una soluzione definitiva che preveda il rientro di tutti e confidiamo nell”attenzione del premier Renzi ai nostri problemi che sono criticità del Centro-sud. Siamo donne e uomini prima che professionisti e apparteniamo alla nostra Terra”.

Contemporaneamente al sit in barese, alle 10 a Napoli, i “nastrini rossi docenti campani” manifesteranno in piazza Plebiscito. A Pescara, il neonato gruppo di “nastrini rossi docenti abruzzesi” alle 18 e 30 in piazza Salotto ha organizzato un flash mob per continuare a mantenere alta l”attenzione su un problema che non è solo personale e familiare, ma anche sociale e del Centro-Sud in generale.

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Camillo Cipriani

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