La situazione si aggrava sempre più

Migranti: secondo il ministero dell’interno solo il 18% ha diritto all’accoglienza. Gli altri sono clandestini

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’interno solo il 18% dei migranti sbarcati in Italia è stato finora riconosciuto come profugo. Le cifre in continuo aumento fanno emergere un aggravarsi della situazione migratoria, che la pubblica opinione avverte come sempre più pericolosa.

L’aspetto peggiore è rappresentato dalle decine di migliaia di arrivati che non hanno diritto di accoglienza, che non vengono rimpatriati e che si disperdono nella clandestinità. Le percentuali di chi avrebbe veramente diritto divergono a seconda delle fonti, ma comunque  sia il 5%, come ripete Matteo Salvini, sia il 18%, come sostiene il ministero dell’interno, costituiscono una percentuale molto bassa; i riconosciuti aventi diritto d’asilo rispetto ai richiedenti costituiscono un’assoluta minoranza.

In questi ultimi giorni l’interesse dei mezzi d’informazione è stato, logicamente, indirizzato verso il terremoto, poi verso la ripresa del dibattito sul referendum istituzionale. Molti mass media, allineati e coperti sulle tesi governativa, hanno taciuto la vera e propria invasione che si è consumata nel mese di agosto, quando oltre 20.000 disperati sono sbarcati sulle nostre coste. Costringendo ministero dell’interno, sindaci e prefetti a fare i salti mortali per far fronte alla marea umana.

Anche il tentativo di molti migranti di andarsene in altri Paesi, viene frustrato dalle difficoltà sempre più frapposte dagli Stati confinanti e dunque qui arrivano, qui ce li teniamo col rischio di veder accrescere la manovalanza per il lavoro nero e, peggio, per la criminalità.

Dal governo si continua a sognare una soluzione del dramma attraverso interventi europei, sempre promessi, mai attuati. Dovevano essere 40mila i disperati da redistribuire, 24mila dei quali provenienti proprio dall’Italia. Se andrà bene, a ottobre si sarà raggiunta quota 1.600: tale l’auspicio del Viminale, ma realismo imporrebbe di pensare ad appena 1.000. Vertice dopo vertice, riunione dopo riunione, la questione è da Matteo Renzi, Angelino Alfano e C. regolarmente rinviata: ogni volta sarebbe quella buona, ma così non è mai. Tanto che i massimi responsabili dell’Ue ne corso dell’ultimo G20 in Cina si sono appellati all’aiuto delle altre potenze mondiali, riconoscendo la loro incapacità di far fronte al problema.

Intanto gli sbarchi procedono. Gli altri Paesi, anche non dell’Ue (come la Svizzera), non brillano certo per volontà di accoglienza. E noi restiamo soli con i nostri problemi irrisolti, con l’economia che non decolla, bloccati dalla crescita zero, con la disoccupazione giovanile ai massimi livelli, ma in compenso dilapidiamo miliardi per l’accoglienza di chi non avrebbe diritto, non effettuiamo rimpatri, ci teniamo tutta la zavorra che arriva via mare dall’altra parte del Mediterraneo. Ma così non creiamo dispiaceri al Vaticano, alla Caritas e a tutti gli epigoni dell’accoglienza ad ogni costo, capitanati da Laura Boldrini.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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