Il discorso del Presidente Obama

11 settembre 2001: quindici anni fa l’attacco alle twin towers

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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11-settNEW YORK – 8:46 del mattino. Quindici anni fa, a quell’ora, cambiò la storia degli Stati Uniti: era l’11 settembre del 2001 e un volo American Airlines dirottato da un gruppo di terroristi colpì la torre nord del World Trade Center di New York. Alle 9:03, l’impatto di un altro aereo sulla seconda torre. Un terzo velivolo si schiantò sul Pentagono a Washington e un quarto in un campo della Pennsylvania. In tutto ci furono 2.974 vittime. Diciannove gli attentatori suicidi morti, a bordo dei quattro aerei. L’11 settembre è ormai diventato il “Patriot day and National day of service and remembrance”, con celebrazioni ed eventi dedicati al volontariato in ricordo delle vittime, dei sopravvissuti e delle persone che si occuparono dei primi soccorsi.

Quindici anni dopo, il ricordo è ancora vivo. L’immagine degli aerei che si schiantano sulle Twin Towers, i crolli, la polvere, le persone che scappano. O ancora lo sguardo attonito dell’allora presidente George W. Bush, che in quel momento leggeva storie ai bambini di una scuola elementare della Florida, quando Andrew Card si avvicina per comunicargli la drammatica notizia degli attacchi. “Ho pensato alle parole da usare, mi sono piegato e gli ho sussurrato all’orecchio ‘un secondo aereo ha colpito la seconda torre, l’America è sotto attacco”, ha raccontato l’allora capo dello staff presidenziale.

“Abbiamo dato un colpo devastante alla leadership di al Qaida” e ora “distruggeremo l’Isis e faremo di tutto per proteggere il nostro Paese”, ha detto il presidente Barack Obama, ricordando i valori americani e richiamando all’unità del Paese. Parole ovvie forse, ma necessarie, soprattutto perché le conseguenze dell’11 settembre si sentono ancora oggi, nella vita quotidiana delle persone. Si pensi alle interminabili code per i controlli di sicurezza negli aeroporti, le attese per entrare nei grandi luoghi pubblici e il generale senso di ansia latente per il timore di quello che potrebbe essere il prossimo nuovo attacco. Gli americani si sono abituati a tenere gli occhi aperti, “if you see something, say something” (se vedi qualcosa, dillo) è la frase che viene ripetuta costantemente in tutte le stazioni della metropolitana, nelle stazioni, negli aeroporti.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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