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Catania, Festa dell’Unità: contestazioni a Renzi e scontri con le forze dell’ordine

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Catania, 11 set. (askanews) - Due persone sono state fermate a Catania a seguito degli scontri avvenuti questo pomeriggio in corso Umberto, di fronte alla villa Bellini, dove è intervenuto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiudere la Festa de L'Unità. Il corteo è partito da piazza Jolanda alle 17, ed ha raggiunto l'area antistante villa Bellini. Qui gli uomini delle forze dell'ordine, in assesso antisommossa, hanno contenuto l'avanzata dei manifestanti. A questo punto si è innescato un violento scontro con colpi di manganello, fumogeni e lacrimogeni. Xpa

CATANIA – La presenza di Renzi alla Festa dell’Unità di Catania ha provocato la reazione di centinaia di contestatori. Momenti di tensione a Catania quando il corteo di manifestanti contro il presidente del consiglio è giunto allo scontro con gli uomini delle forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa davanti a villa Bellini dove è in corso la festa del unità. Il corteo partito da Piazza Iolanda è arrivato alle 19 davanti all’ingresso della villa e qui è giunto allo scontro con gli agenti di polizia, i carabinieri, e gli uomini della Guardia di Finanza. Quattro autoblindo della polizia hanno impedito ai manifestanti di raggiungere l’ingresso della villa. Due persone sono state fermate dopo un violento scontro con colpi di manganello, fumogeni e lacrimogeni.

Ma anche nel corso del suo intervento alla Festa il premier è stato contestato dal pubblico e ha reagito. “Vergogna? Non è vero”. Così Matteo Renzi replica a un contestatore che interrompe il suo discorso alla festa dell”Unità quando parla di scuola. “Abbiamo assunto centomila persone a cui lo Stato aveva detto vi do un incarico e poi se n”è stato fregato. Non è stato facile, alcuni hanno dovuto lasciare la loro Regione perché il bene della scuola non è dei professori, ma dei loro ragazzi. Vi propongo: lavoriamo insieme per il tempo pieno, per gli asili al Sud, per fare dell’educazione la leva che solleva il mondo. Ma non si costruisce la rivoluzione come quella nel giro di un giorno. Voglio sfidare il Pd: finché ci sarà un bambino che non avrà gli stessi diritti dell’altro bambino lì ci sarà il fallimento della politica. Insieme dobbiamo fare più ore a scuola, tenere le scuole aperte il pomeriggio”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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