La riunione con il sottosegretario Nannicini

Pensioni: Anticipo a 63 anni e ricongiunzioni gratuite, accordo sindacati-governo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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ROMA – L’anticipo pensionistico potrà essere richiesto a 63 anni. E’ la novità emersa dall’incontro tecnico sulle pensioni tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, e i sindacati di categoria. “E’ un’anticipo di tre anni e sette mesi”, ha riferito Maurizio Petriccioli della Cisl. La sperimentazione “sarà di due anni per vedere quanto viene utilizzato e come funzionerà lo strumento”, ha spiegato Petriccioli. Quanto alle risorse “il governo non ha ancora stabilito quali saranno”, ma è stato ribadito che “l’Ape sarà a costo zero per le categorie svantaggiate con una soglia di 1.200 euro di pensione netta”. I tre anni e sette mesi di anticipo “rappresentano il punto di mediazione raggiunto oggi, noi – ha spiegato ancora Petriccioli – avevamo chiesto quattro anni”.

RICONGIUNZIONI – Oltre all’Ape il governo – secondo quanto riferito dai sindacati – ha ribadito che le ricongiunzioni dei contributi non saranno più onerose. Restano sul tavolo inoltre tutte le agevolazioni per consentire un accesso all’Ape anche ai lavoratori svantaggiati, approfondite in questi mesi di confronto. Per questa categoria, e probabilmente entro il tetto di 1200 euro netti di reddito, il prestito pensionistico ventennale non dovrebbe pesare sulla pensione: l’intera rata di ammortamento infatti, riferiscono i sindacati, verrà pagata dallo Stato. Per l’Ape volontaria invece resta la rata ventennale che inciderà sulla pensione: “ma questa sarà una scelta che lasciamo all’autonomia dei singoli”, dice il segretario confederale Uil, Domenico Proietti.

LAVORATORI PRECOCI – Sul tavolo dell’incontro anche il tema dei lavoratori precoci e di quelli con lavori usuranti. Per ambedue le categorie comunque sarà necessario, dicono ancora Cgil Cisl e Uil, un supplemento di ‘istruttoria’ nel corso del prossimo incontro politico confermato per il 21 settembre prossimo. Per quei lavoratori che hanno iniziato tra i 14 e i 18 anni, sul tavolo comunque resta l’ipotesi di un bonus contributivo che consenta loro di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi; per gli usuranti invece si lavora ad una modifica della normativa per ampliare la platea dei beneficiari cercando di eliminare sia le finestre di uscita previste oggi che l’aggancio alle aspettative di vita con cui rendere possibile un’uscita dal lavoro 3 anni e 7 mesi prima. Confermato, dice ancora Proiettili, anche il capitolo delle ricongiunzioni non onerose, la possibilità di allargare la 14esima e l’equiparazione della no tax area.

QUATTORDICESIMA – Resta poi aperta la questione della quattordicesima anche se su questo fronte “c’è una sensazione positiva”, ha riferito il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Il 21 settembre ci sarà l’incontro conclusivo sulle pensioni e speriamo ci sia una intesa complessiva”. Lo ha riferito il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, al termine dell’incontro sulle pensioni tra governo e sindacati di categoria. “C’è una sensazione positiva”, ha aggiunto.

POLETTI – Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che non era presente all’incontro, è “ottimista” su un esito positivo del confronto con i sindacati sui temi relativi all’anticipo delle pensioni e a un aumento delle minime. Lo ha detto a Milano, a margine di un incontro organizzato dalla Camera di commercio italo-tedesca. “Io mi auguro di sì. Lavoro per questo”, ha dichiarato in risposta alla domanda se ritenga su questi temi si possa trovare un punto di condivisione con i sindacati.”Poi, naturalmente, come ci siamo sempre detti, ognuno mantiene le sue responsabilità. Nel senso – ha proseguito – che alla fine di questa discussione ognuno esprimerà il suo grado di soddisfazione”.

BOERI – Poletti è poi tornato sul tema dell’equità tanto caro al presidente dell’Inps Boeri che per questo ha effettuato ed effettua sgradite incursioni nel campo della politica. “La politica deve essere capace di autoregolarsi, e di stare in linea con quello che succede per tutti gli altri cittadini”Il tema dell”equità c’è sempre – ha aggiunto – sul fronte previdenziale ci sono delle sentenze della Corte Costituzionale, che è intervenuta ripetutamente, sia sulle pensioni alte sia sui prelievi di solidarietà. Dobbiamo guardare queste cose, tenendo conto del panorama”. Come a voler ribadire: Boeri si occupi del suo Ente, che alla politica ci pensiamo noi.

 

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Camillo Cipriani

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