La scoperta dei ricercatori dell'Università di Harvard

La luna sarebbe una costola della terra nata dall’impatto con un pianetino

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Cultura

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La Luna fotografata a Firenze alle 22.45 di domenica 27 settembre

ROMA – Un nuovo studio effettuato da un gruppo di ricercatori dell’università americana di Harvard, coordinato da Kun Wang, avrebbe dimostrato che la Luna è una “costola” della Terra strappata in modo violentissimo. Le analisi chimiche realizzate dal gruppo mostrano che Terra e Luna hanno composizione identica e di conseguenza quest’ultima sarebbe nata dall’aggregazione delle polveri della Terra strappate dall’impatto di un pianetino che polverizzò e vaporizzò completamente buona parte del nostro pianeta. «I nostri risultati forniscono la prima prova concreta che l’impatto ha fatto letteralmente vaporizzare gran parte della Terra», ha detto Wang.

I ricercatori hanno riesaminato sette campioni di roccia lunare portati sulla Terra da diverse missioni del programma americano Apollo e hanno confrontato i risultati con le analisi di otto rocce terrestri che si sono formate nel mantello, ossia lo strato che si trova tra la crosta e il nucleo. Le analisi che sono 10 volte più precise dei metodi precedenti, hanno mostrato che tutte queste rocce hanno gli stessi elementi chimici. Inoltre nelle rocce lunari è presente una forma molto pesante di potassio che potrebbe essere nata solo ad altissime temperature, come quelle che avrebbero vaporizzato parte del mantello della Terra.

Secondo il gruppo di ricercatori, la collisione avrebbe vaporizzato e polverizzato gran parte della Terra, che allora era in formazione. Queste misure smentiscono anche l’ipotesi finora prevalente sull’origine della Luna, secondo la quale il nostro satellite sarebbe nato dalla fusione dei materiali sia della Terra sia del pianetino che l’ha colpita. Questo modello, hanno spiegato gli autori, ha cominciato a vacillare sin dal 2001, quando è stato scoperto che molte rocce terrestri e lunari hanno elementi identici.

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Camillo Cipriani

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