Confermate alcune indiscrezioni che già si erano diffuse

Migranti: alcuni subiscono espianti di organi per pagarsi il viaggio. Indagine della procura di Palermo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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PALERMO – Da tempo circolava la voce che molti migranti, non potendo pagarsi il viaggio della speranza verso le nostre coste, cadessero nelle mani di trafficanti di organi. Adesso la conferma è venuta dalla procura della repubblica di Palermo, che ha indagato su alcuni casi di africani sbarcati sull’isola. “Alcuni migranti che non possono pagarsi il costo del viaggio dal Nord Africa all’Europa subirebbero espianti di organi poi destinati al mercato nero, dove vengono venduti per circa 15 mila dollari. Qualcuno verrebbe addirittura ucciso. La base di questi traffici sarebbe in Egitto. Questo è quanto ha dichiarato un collaborante ritenuto affidabile, riferendo informazioni apprese da alcuni trafficanti”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia rivelando un presunto traffico d’organi di cui sarebbero vittime i migranti.

“E’ una notizia – ha aggiunto – sulla quale, però, non possiamo ottenere riscontri; anzitutto perché si tratta di dichiarazioni indirette e poi perché si tratterebbe comunque di reati avvenuti all’estero ai danni di cittadini stranieri. Per la maggior parte – ha proseguito Scalia – si tratta di migranti che vengono dai Paesi sub-sahariani e, una volta arrivati in Libia, sono oggetto delle attenzioni di queste organizzazioni criminali. Va precisato che noi possiamo anche intervenire in fattispecie di reato commesse all’estero su cittadini stranieri ma soltanto se l”indagato o gli indagati si trovano in quel momento in Italia. Questo talvolta è accaduto e abbiamo proceduto per traffico di esseri umani o anche per omicidio. “Certo – ha concluso Scalia – l’accelerazione delle proposte di legge relative a un inasprimento del reato di traffico di esseri umani o di espianto di organi su viventi sarebbe auspicabile, così come una più proficua collaborazione fra le procure degli Stati dove questi fatti potrebbero verificarsi.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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