Le inopportune esternazioni del diplomatico

Referendum: l’ambasciatore americano si pronuncia per il si, pioggia di critiche. La replica del professor De Siervo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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U.S. Ambassador, John Phillips and his wife Linda Douglass during 4th of July Celebration at Villa Taverna in Rome, 6 July 2016. ANSA/CLAUDIO PERI

U.S. Ambassador, John Phillips

ROMA – Un maldestro e inopportuno intervento, non commentato dal dipartimento di Stato americano, dell’ambasciatore Usa in Italia John Phillips ha creato sconcerto e polemiche nel mondo politico italiano. L’ambasciatore, intervenendo ad un incontro sulle relazioni transatlantiche organizzato a Roma all’istituto di studi americani, ha affermato: «Il ‘no’ al referendum “sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia». Le opposizioni hanno subito attaccato l’endorsement del rappresentante di Obama a favore di Renzi, nell’imminenza del viaggio che quest’ultimo si appresta a fare negli USA: Noi scegliamo il giudizio in proposito non di un politico, ma di un esperto costituzionalista, l’ex Presidente della Consulta Ugo De Siervo, il quale non solo ha contestato l’opportunità delle affermazioni, ma le ha anche smontate dal punto di vista tecnico:

DE SIERVO – Il presidente emerito della Consulta Ugo De Siervo non usa mezzi termini per commentare l’endorsement dell’ambasciatore Phillips a favore della riforma Renzi-Boschi: «È incredibile che un diplomatico si interessi in senso non neutrale di una questione costituzionale. La cosa è abbastanza grave e il governo americano dovrebbe pensarci bene prima di assecondare questa linea». Il professore fiorentino confuta nel merito lo schema di ragionamento dell’ambasciatore Usa: «Phillips ha dimostrato di essere stato male informato, magari da una fonte italiana non del tutto disinteressata… perché gli investimenti stranieri in Italia non dipenderanno tanto dall’esito della riforma del Senato quanto dall’efficienza della giustizia civile e di quella tributaria, dalla presenza della criminalità organizzata, dalla velocità della macchina amministrativa…». Così l’ex presidente della Corte segnala all’ambasciatore Usa uno scenario di segno opposto: «Questa riforma pasticciata rischia di generare un effetto non desiderato. Nella fretta si sono dimenticati di assegnare una competenza certa tra Stato e Regioni per industria, agricoltura e artigianato. Immagino che la Corte costituzionale, in caso di vittoria dei Sì, avrà molto lavoro…».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • Pierluigi

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    Dai tempi del Vietnam, di Komenini e chi più ne ha più ne metta, la politica americana ne ha combinate diverse.
    Ci mancava anche questa piccolezza su come votare al referendum!

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