La pronuncia del giudice pugliese ridà speranza ai tanti insegnanti trasferiti lontano da casa

#la buona scuola: il tribunale di Trani dà ragione a un’insegnante pugliese e revoca il suo trasferimento al Nord

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Buona-Scuola

BARLETTA – Gli insegnanti del Sud, trasferiti in massa al Nord in applicazione della legge renziana sulla buona scuola, e a seguito dell’applicazione del contestatissimo algoritmo ministeriale, visti vani gli sforzi di cambiare la decisione ministeriale, hanno cominciato sempre più numerosi a presentare ricorsi alla magistratura del lavoro. ed è arrivata da Trani la prima sentenza favorevole.

Un’insegnante della scuola primaria che lavorava nel V circolo didattico di Barletta e che era stata trasferita ad Udine per effetto della legge sulla ‘Buona scuola ha vinto la sua battaglia e potrà tornare ad insegnare in Puglia. Sulla base di un’ordinanza emessa dal giudice del tribunale del Lavoro di Trani che ha accolto la richiesta della docente, una donna sposata e con due figli piccoli. Si tratta di una delle prime decisioni relative ai tanti ricorsi presentati dagli insegnanti contro i trasferimenti.

Il Tribunale ha condannato l’Ufficio Scolastico regionale pugliese (che non è comparso in giudizio) ad assegnare l’insegnante «in organico di una delle sedi disponibili nell’ambito territoriale della Puglia o di altra sede elencata nelle preferenze espresse. «Si tratta – spiega l’avvocato Graziangela Berloco che ha assistito l’ insegnante – della prima ordinanza che in Puglia ha deciso in materia, stabilendo l’illegittimità dell’assegnazione della ricorrente in una sede distante, rispetto a quelle indicate nelle preferenze (Foggia, Bari), per palese violazione del principio inderogabile dello scorrimento della graduatoria, fondato sul merito di cui al punteggio attribuito nella fase dei trasferimenti».
«Detto principio – è scritto nell’ordinanza – vincola l’amministrazione, in quanto anche la procedura di mobilità ha natura concorsuale di impiego basata su una graduatoria alla cui formazione concorrono l’anzianità, i titoli di servizio e le situazioni familiari e personali dell’interessato, per i quali sono predeterminati specifici punteggi».

Si tratta di un precedente che può stravolgere tutto il complesso sistema dei trasferimenti attuati da Viale Trastevere e che può gettare nel caos, ancor più di quanto non lo sia già, l’inizio dell’anno scolastico.

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Camillo Cipriani

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