Urge la cessione di oltre 27 miliardi di sofferenze

Monte Paschi: lo schema di ricapitalizzazione prende forma

di Redazione - - Cronaca, Economia

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rischi-monte-paschi-300x230SIENA – Il piano per ripatrimonializzare Mps prende sempre più la forma di un salvataggio alla “greca”. Sperando nel lieto fine, come è stato per alcune delle quattro banche elleniche che lo scorso anno, pressate dalla Bce, hanno dovuto fronteggiare la necessità di raccogliere mezzi freschi per 14,4 miliardi di euro in condizioni proibitive. Lo schema su cui si sta ragionando, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore oggi in edicola, ricalca appunto il modello delle banche greche che sono riuscite a centrare l’obiettivo: private placement e swap di bond per azioni con una soglia minima. L’ipotesi è quella di introdurre un quorum di adesione al di sotto del quale la conversione in azioni dei bond subordinati (che complessivamente ammontano a cinque miliardi) sarebbe automatica.

Il primo step per l’istituto senese è la definizione del prezzo per la cessione di oltre 27 miliardi di sofferenze, base su cui poggia l’intera impalcatura dell’operazione di ristrutturazione. Il piano presentato a fine luglio dall’amministratore delegato Fabrizio Viola (che si è dimesso), ipotizzava un valore di cessione dell’ordine del 33%, soggetto però all’esito di una due diligence ancora in corso. Per avviare concretamente l’aumento di capitale occorrerà avere a disposizione il bilancio 2016 e un piano industriale.

Inoltre è necessario trovare gli anchor investor disposti a mettere sul piano una cifra rotonda per scommettere ancora sul futuro di Mps. Sarebbero limitate le chanche di entrare in partita per Corrado Passera, sebbene da fonti settoriali risulti che l’ex ministro ed ex banchiere di Intesa avrebbe raccolto, sulla sua proposta, l’interesse di almeno due grandi fondi Usa, specializzati in situazioni di questo genere.

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