Le critiche e le proposte dell'Associazione

Confesercenti: i consumi delle famiglie italiane sono al palo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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PERUGIA – Confesercenti, nel corso del meeting annuale, ha fatto il punto della situazione economica e sociale dell’Italia. Il Presidente Massimo Vivoli ha affermato, fra l’altro, che «l’arrivo della crisi economica internazionale, come verrà illustrato, nel  2007, ha colto l’Italia impreparata e costretta ad un regime di austerità, ed è solo negli ultimi due anni che la stretta fiscale si è interrotta. Il Governo con tenacia e determinazione ha avviato politiche espansive per il rilancio dell’economia. Riteniamo da questo punto di vista meritorio il ruolo svolto con l’Europa, una vera rivoluzione rispetto il passato. Ma la ripresa, registrata nel primo trimestre del 2015, non ha poi trovato continuità. I ritmi di crescita sono rimasti contenuti. Le attese sul PIL costantemente ridimensionate. Le previsioni degli economisti per gli anni a venire sono difformi e comunque sempre fra lo 0 e l’1%. Le politiche di sostegno alla crescita adottate nell’ultimo biennio, il bonus di 80 euro, l’eliminazione dalla base imponibile IRAP del costo del lavoro, l’abolizione della tassa sulla prima casa, le agevolazioni contributive sui nuovi assunti, la rinuncia a nuovi aumenti dell’IVA, per quanto apprezzate, non sono state sufficienti a fungere da volano per una decisa ripresa».

I consumi delle famiglie italiane sono al palo. E dal 2017 ad oggi la spesa media delle famiglie si è ridotta di 160 euro al mese. Questa la cifra fatta dal presidente di Confesercenti Massimo Vivoli in occasione dei lavori del Meeting di San Martino in Campo.”Dopo le liberalizzazioni che hanno fatto terra bruciata della vitalità commerciale delle nostre città, attendiamo proposte innovative ricordando che – ha detto Vivoli – la vita media delle imprese si è molto ridotta, nel commercio dopo 3 anni dalla nascita scompare il 40% circa di imprese. Ma anche che i consumi sono al palo, e che la spesa media delle famiglie si è ridotta di 160 euro mensili dal 2007 ad oggi; che i livelli di tassazione locale, in particolare la Tari, sono aumentati in modo esponenziale e che la quota della Gdo nel largo consumo è ormai del 75%”. In una fase in cui le prospettive di crescita dell’economia sembrano essere nuovamente ridotte, per Vivoli “va rafforzata la domanda interna, attraverso interventi diretti soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, ma non solo. I consumi si rafforzano con una più rapida crescita del reddito, al lordo e al netto delle tasse, riducendo le aliquote Irpef”.

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Camillo Cipriani

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