Si cercano disperatamente nuove risorse

Legge di stabilità: in dirittura d’arrivo, ma la riduzione dell’Irpef slitterà al 2018

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Ministero economia e  finanze

Ministero economia e finanze

ROMA – Ci si avvia rapidamente verso la definizione dei termini della legge di stabilità 2017, per la quale  il governo pensa di far cassa anche grazie ad una nuova asta di frequenze radiotelevisive. Mancano indicazioni precise ma tutto fa pensare che finiscano in vendita le frequenze comprese tra 3,6 e 3,8 gigahertz destinate a potenziare la rete 4G soprattutto nelle aree urbane. Si tratta di un’operazione era già stata inserita nella legge di stabilità dello scorso anno ma che poi non si è concretizzata. E giustamente ora il governo ci riprova anche perché con questa operazione si pensava di ricavare 700 milioni se non addirittura 1 miliardo.

A breve il Tesoro renderà noto l’aggiornamento delle previsioni di crescita (Pil 2016 già a 0,8/0,9% e quello del 2017 attorno all’1,1%) e quindi si conosceranno con precisione i paletti all’interno dei quali il governo dovrà muoversi. Nel complesso la manovra varrà 23-27 miliardi di euro, compatibilmente col maggior deficit che ci verrà concesso da Bruxelles e con le coperture che si riuscirà ad individuare.  Oltre alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (operazione che da sola vale circa 15,1 miliardi), gli altri due principali interventi riguardano il rilancio degli investimenti e le pensioni, tema questo su cui domani è in agenda l’incontro finale governo-sindacati. Entrambi questi pacchetti valgono 2 miliardi.

Per gli sgravi a favore di imprese e lavoro verranno stanziati 6-900 milioni, mentre ai contratti della pubblica amministrazione potrebbero essere destinati 500 milioni (molto pochi per i sindacati che chiedono almeno 2 miliardi). Per gli interventi di ricostruzione post-terremoto è prevista una prima spesa di 1,6 miliardi calcolati però fuori dal deficit. Taglio delle tasse e crescita restano gli assi portanti dell’intervento del governo. Che dopo aver rinunciato ad anticipare al 2017 la riduzione dell’Irpef ribadirà questo impegno inserendo comunque, come è avvenuto l’anno scorso per l’Ires, la revisione di scaglioni e aliquote nella legge di bilancio 2017. L’idea, secondo fonti della maggioranza, sarebbe quella di indicare subito con precisione le coperture salvo poi rendere operativo il tutto col 2018.

Si sta cercando di reperire le risorse da ogni dove. Dalla revisione della spesa (finora risultata un flop) dovrebbero arrivare 5-6 miliardi, dalla riapertura dei termini per il rientro dei capitali dall’estero tra i 2 ed i 2,5 miliardi, tra 600 milioni e un miliardo verrebbero poi recuperati attraverso piccoli interventi di aggiustamento in campo fiscale. Per quanto riguarda i risparmi l’elenco per ora prevede: 2-3 miliardi di tagli lineari ai ministeri, 1 miliardo di minori spese sugli acquisti e un miliardo di minori stanziamenti a favore della Sanità. Altre risorse significative dovrebbero arrivare poi dalla lotta all’evasione. Tutti conti validi sula carta, che poi regolarmente franano di fronte alle esigenze di spese elettoralistiche decise dal premier.

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Camillo Cipriani

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