L'andamento sempre crescente delle migrazioni, anche interne

Migranti: nel 2015 quasi 5 milioni di persone sono immigrate nei Paesi Ocse

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Tabella dati eurostat-2015

PARIGI – Per il secondo anno consecutivo i flussi di migrazione permanente hanno fatto registrare un forte aumento nell’area Ocse, che comprende 34 Paesi, di cui 26 europei. Nel 2015 circa 4,8 milioni di persone sono immigrate in modo permanente verso i Paesi dell’Ocse, un valore in lieve aumento rispetto al picco del 2007 e superiore del 10% rispetto al 2014. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dall’organizzazione internazionale in cui vengono presentati i dati preliminari del 2015.

La migrazione per ricongiungimento familiare e la libera circolazione all’interno delle frontiere dell’Ue hanno rappresentato ognuna circa il 30% della totalità dei flussi migratori permanenti verso l’Ocse. Nel 2014 è risultata in deciso aumento la migrazione da Romania, Bulgaria, Italia e Francia. Un nuovo immigrato su tre verso i Paesi Ocse proviene da un altro Paese Ocse. Circa un immigrato su dieci è cinese, uno su venti è indiano.

Anche la migrazione temporanea ha fatto registrare un aumento. Nel 2014 la mobilità intraziendale e il distacco di lavoratori all’interno dell’Unione europea e dell’Area Europea di Libero Scambio sono aumentati rispettivamente del 17% e del 38%. In diversi Paesi è aumentato il reclutamento internazionale dei lavoratori stagionali.

Nel 2015, nell’area dell’Ocse è stato registrato il valore record di 1,65 milioni di nuovi richiedenti asilo. Di questi ultimi, quasi 1,3 milioni sono arrivati nei Paesi europei dell’Ocse. Il 25% delle domande di asilo sono state presentate da siriani, il 16% da afghani. Nel 2015 la Germania ha registrato 440.000 domande ufficiali di asilo e più di un milione di pre‑registrazioni. La Svezia ha ricevuto il maggior numero di domande di asilo rispetto alla sua popolazione totale (1,6%).

Nel 2015-16 non ci sono stati cambiamenti significativi nelle politiche migratorie dell’Ocse, a parte il Canada, dove nel 2015 è entrato in vigore un nuovo sistema di gestione delle richieste per gli immigrati economici. In Europa, nel 2015 è stata adottata e attuata ‘L’Agenda europea sulla migrazione’, nonché altre misure volte ad affrontare le cause profonde e le conseguenze della recente ondata di flussi migratori e a riformare il sistema comune europeo di asilo.

Nel 2016 la Commissione europea ha proposto emendamenti sia alla direttiva sulla ‘Carta blu’ per i lavoratori altamente qualificati, sia alle condizioni di distacco dei lavoratori all’interno dell’Unione europea. Nel periodo 2011-15 il tasso di occupazione tra i migranti è rimasto stabile o è leggermente diminuito nella maggior parte dei Paesi dell’Ocse, ma in molti di questi Paesi è rimasto elevato il tasso di disoccupazione tra i migranti. In media, tra gli immigrati nell’area Ocse si registra un valore di quasi il 60% di occupati (a fronte del Ocse si registra un valore di quasi il 60% di occupati (a fronte del 64,9% dei nativi), mentre il tasso di disoccupazione raggiunge il 9,3% (a fronte del 7,3% tra i nativi).

Nei Paesi più colpiti dalla crisi dei rifugiati sono state rafforzate le misure volte a favorire l’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati. La spesa per l’istruzione e i corsi di lingua è aumentata in Austria, Finlandia, Germania, Norvegia e Svezia. Diversi Paesi hanno ridotto i tempi di attesa per l’ingresso nel mercato del lavoro o hanno facilitato un accesso rapido ai corsi di lingua e alla valutazione delle competenze

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Camillo Cipriani

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