La cancelliera tedesca prosegue i suoi colloqui

Migranti: mentre Renzi parla e protesta, Merkel promuove incontri per limitare gli afflussi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Angela Merkel (L) Austrian chancellor Christian Kern (R)

Angela Merkel ricevuta dal cancelliere austriaco Christian Kern

Mentre Renzi fa il gradasso, l’offeso per l’esclusione (in parte voluta proprio da lui) ai recenti e prossimi vertici e conferenze stampa europei in tema d’immigrazione, altri leader cercano di quagliare e di stringere accordi per limitare gli arrivi e, contemporaneamente, rispedire al mittente i clandestini che non hanno diritto all’accoglienza. Sarebbe proprio quello che chiede da tempo il rottamatore che con le sue esternazioni e le sue sceneggiate ha finito per irritare i maggiori leaders europei, trovando una sponda soltanto in Obama, peraltro prossimo a cedere il posto a un nuovo presidente Usa.

Dopo gli ultimi incontri Merkel – Hollande, dai quali il boy scout fiorentino è stato escluso, dopo la mortificazione di un ulteriore summit, previsto per mercoledì 28 settembre a Berlino, nel quale Merkel, Hollande e Juncker faranno il punto sulla prossima strategia delle politiche europee in due temi fondamentali per noi, economia e immigrazione, ieri si è tenuto a Vienna un altro vertice al quale l’Italia sarebbe sicuramente stata interessata. Quello dei paesi attraversati dalla rotta balcanica che costituisce, al pari del Mediterraneo, la via privilegiata di accesso dei disperati che vogliono arrivare in Europa.

I leader di dieci Paesi europei coinvolti dai flussi migratori lungo tale rotta, riuniti a Vienna, hanno concordato sulla necessità di rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione Europea. Lo ha reso noto il cancelliere austriaco Christian Kern, ospite del summit, al termine della riunione durante la quale si è parlato di un possibile allargamento alla regione della missione di controllo dei confini da parte dell’agenzia Frontex, tenendo conto che oltre 50mila migranti sono riusciti a raggiungere la Germania nonostante da metà febbraio la rotta balcanica sia chiusa ai flussi.

“Dobbiamo riprendere il controllo delle nostre frontiere esterne, dobbiamo essere noi quelli che decidono chi entra in Europa e non le organizzazioni di trafficanti”, ha detto Kern, secondo il quale si è parlato anche della possibilità di stipulare accordi di rimpatrio con i Paesi africani (come chiesto dall’Italia) sul modello dell’intesa Ue-Turchia dello scorso marzo. Anche se tale accordo, in base al quale Ankara s’è impegnata a fermare l’afflusso dei  migranti in Grecia in cambio di miliardi di euro in aiuti, non ha fermato l’arrivo di migranti in Europa.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, in merito al problema, ha detto che l’Europa deve fare più accordi per i rimpatri per i migranti che non hanno titolo per l’asilo. “Noi vogliamo fermare l’immigrazione illegale, rispettando i nostri impegni umanitari”, ha detto Merkel dopo i colloqui a Vienna con le controparti lungo la rotta balcanica. “E’ necessario – ha continuato – fare accordi con i paesi terzi, specialmente in Africa o anche con il Pakistan e l’Afghanistan…in modo che diventi chiaro che coloro che non hanno diritto di stare in Europa verranno rimpatriati”.

Questo mi sembra un parlar chiaro, molto diverso dalle parole al vento talvolta arroganti e controproducenti di qualche altro leader. Renzi ancor oggi a Prato, in un’iniziativa per il si al referendum, ha attaccato Europa e Germania: «Se pensano di intimorirmi hanno sbagliato persona, se pensano di intimorire l’Italia non sanno cosa è l’Italia». I leader europei però non s’impressionano certo per queste affermazioni reboanti, sanno che can che abbaia non morde. Mentre l’Italia ha bisogno del benestare europeo per fruire di maggiore flessibilità e per risolvere il problema dei migranti, anche se il premier sembra aver deciso che sarà in grado di farcela senza aiuti. Auguri, noi temiamo che, come al solito, siano promesse e affermazioni destinate a non avere concreto seguito.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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