Gli stranieri hanno più capacità di adattamento

Lavoro e occupazione: la crisi ha favorito i migranti (+ 800.000 posti) e ha frenato gli italiani (- 1,2 milioni posti)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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lavoratori_industriaROMA – Fra il 2008 e il 2016 gli stranieri hanno acquisito 800mila posti in più, gli italiani 1,2 milioni in meno. E’ risaputo che negli anni della crisi l’industria ha perso il 20-25% della sua capacità produttiva, che il Pil si è contratto di circa il 10%,  che gli occupati totali sono diminuiti di oltre 1 milione di unità è noto. Si parla poco però del fatto che un segmento della società italiana, i lavoratori stranieri, negli anni della crisi si è rafforzato sistematicamente, senza perdere un colpo. Anzi le statistiche rilevano con precisione che gli occupati immigrati, mentre nel secondo semestre 2008 erano circa 1 milione e 600 mila, oggi, nel secondo semestre del 2016  sono diventati 2 milioni e 400 mila, ossia il 5o% in più.

Mentre gli stranieri occupavano posti di lavoro rifiutati dai nostri connazionali, a un ritmo di !oo mila l’anno, gli italiani ne hanno persi più di un milione. Nella fase acuta della crisi, ossia dal 2008 al 2013, i posti di lavoro occupati da italiani si sono ridotti di circa i milione e 800 mila unità, salvo risalire in parte la china nel corso degli ultimi due anni.

Le ragioni per l’avanzata del lavoro degli immigrati sono sostanzialmente tre. La prima: negli ultimi anni il peso degli stranieri nella popolazione si è accresciuto notevolmente, e questo fatto ha ovviamente aumentato le probabilità che un posto vacante sia occupato da uno straniero piuttosto che da un italiano. La seconda ragione è che, durante la crisi, la domanda di lavoro è crollata nelle posizioni ad alta qualificazione (tipicamente ricercate dagli italiani) ed è aumentata sensibilmente in quelle a bassa e bassissima qualificazione (accettate invece dagli stranieri). La terza ragione dipende dalla circostanza che la maggior parte degli italiani hanno raggiunto un livello di benessere sufficiente a renderli alquanto “choosy” (ricordate la definizione di Elsa Fornero?) nella ricerca di un lavoro. In tanti non cercano soltanto un lavoro adeguato all’opinione che essi si sono fatti di sé stessi, sulla base del percorso educativo, scuola e università, compiuto. Gli stranieri invece, spinti dalla necessità e non avendo alle spalle una famiglia che, magari a fatica e con sacrificio, li sostiene, sono disposti ad accettare un lavoro anche al di sotto, molto al di sotto, delle qualificazioni acquisite e certificate.

Forse, l’avanzata occupazionale degli immigrati, con la loro umiltà e determinazione, con la loro voglia di arrivare, ma con la capacità di adattarsi, senza presunzione, alla situazione reale, è anche un silenzioso segnale rivolto a noi, un invito a riflettere sullo scarto fra quel che veramente siamo e quello che presumiamo ci debba essere dato e riconosciuto.

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Camillo Cipriani

Camillo Cipriani

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Commenti (2)

  • Bart Torto

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    Dei 2.400.000 immigrati economici occupati che hanno sostituito gli Italiani,, quanti saranno i veri profughi ? il 5 % ? E la conferma che gli immigrati sono serviti esclusivamente ad abbassare il costo del lavoro facendo concorrenza sleale agli Italiani, ai quali in compenso vengono alzate tasse e costi dei servizi.In buona sostanza, non potendo svalutare,utilizzano gli immigrati, che vanno a prendere fino in Libia, per abbassare il salario degli operai, mentre i parassiti che organizzano s’ingozzano sempre più. E tutto questo con la benedizione del pd e dei sindacati.

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  • Meci

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    Ancora con questa barzelletta che gli italiani rifiutano certi lavori … o piuttosto sono certi datori di lavoro (caporali, cooperative, agenzie interinali) che non vogliono più italiani …

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