Le enormi risorse sottratte alla politica della crescita

Migranti: spese per l’accoglienza, il piatto piange, mancano 600 milioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Come era prevedibile l’enorme spesa per l’accoglienza e il trasporto dei migranti con le navi della marina (salvati nel Mediterraneo) grava sulle casse dello stato e sulle tasche dei cittadini più di quanto previsto. Siamo solo a settembre, i fondi sono in esaurimento e per questo la complessa macchina dell’accoglienza rischia di andare in tilt. Se non arriveranno entro il 30 settembre 600 milioni di euro cooperative, onlus e società che gestiscono i centri per migrati potrebbero interrompere l’erogazione dei servizi. Si attendono i fondi stanziati con la legge di Stabilità che il ministero dell’Economia, nonostante i numerosi solleciti, non ha trasferito al Viminale.

1 MILIARDO – Alla fine dell’anno la cifra raggiungerà comunque un miliardo di euro e per quella data dovranno arrivare altri 400 milioni. Intanto la situazione rischia di precipitare: il sistema, che al 23 settembre, contava 159.763 ospiti, potrebbe smettere di funzionare, con conseguenze difficilmente prevedibili. Le società che garantiscono vitto, alloggio e assistenza sanitaria ai migranti minacciano di abbandonare i centri. I profughi (presunti tali), abituati a essere serviti e riveriti di tutto punto, abbigliati e nutriti, forniti di telefonini di ultima generazione e di pocket money, senza far nulla in cambio e spesso senza averne diritto, potrebbero organizzare rivolte capaci di devastare pesi e città, di bloccare il taffico o le comunicazioni, come avvenuto più volte in passato anche per ragioni più futili. .

FONDI –  L’ultimo trasferimento dal Dipartimento del Tesoro è arrivato il 31 marzo. Da allora le erogazioni per il pianeta immigrazione si sono interrotte. Mancano i 600 milioni di euro previsti dalla legge di Stabilità 2016, un ritardo che ha portato il ministero ad accumulare debiti con le cooperative e le società che assicurano i servizi di vitto e alloggio e di assistenza sanitaria nel sistema Sprar, nei centri di accoglienza, nelle strutture temporanee e negli hot spot creati per volere dell’Europa. Da *** quella data il ministero non ha più saldato i conti con le società. E se le cooperative più grandi, che vivono anche di altre commesse, possono permettersi di anticipare le spese, altre associazioni e onlus, specializzate in questo tipo di servizi, non sono in grado di continuare a garantire i servizi senza incassare il corrispettivo previsto dai contratti stipulati con il Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione. Anche la Croce rossa, attiva nei Cie, nei Cara e nei centri di prima accoglienza, sarebbe pronta a tirarsi indietro se non arriveranno i soldi.

MINISTERO – L’ultima lettera, ancora senza risposta, indirizzata al Gabinetto del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è partita 15 giorni fa dal Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Viminale. Nei mesi precedenti, era stato lo stesso Angelino Alfano a sollecitare il trasferimento dei fondi. La prima richiesta risale allo scorso aprile, ma in questi mesi non è accaduto nulla. I soldi non sono arrivati e il conto alla fine dell’anno, come detto, raggiungerà comunque il miliardo di euro, denaro che alla fin fine va a vantaggio più delle cooperative e degli enti che gestiscono il lucroso business dell’accoglienza che degli stessi migranti. La cifra, prevista, in base al trend di arrivi, sarebbe comunque leggermente più bassa rispetto a quella pagata lo scorso anno, quando l’assistenza sanitaria e l’ospitalità per i richiedenti asilo è costata un miliardo 162 milioni di euro.

NUMERI –  Attualmente sono 159.763 i migranti accolti nelle strutture del Viminale con un trend di sbarchi ancora più alto rispetto allo scorso anno. Dall’inizio dell’anno al 23 settembre sono arrivate 131.139 persone, l’1,36 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2015. La situazione comincia davvero a divenire ingestibile anche per la completa assenza dell’Europa, che ci rimprovera una carenza di fondo nella politica dei respingimenti.

In effetti l’80% dei migranti arrivati sono migranti economici, non profughi o rifugiati e richiedenti asilo, e quindi dovrebbero essere rispediti al mittente. Operazione che l’Italia non compie sia per difficoltà obiettive e organizzative, sia per la pervicace opposizione di personaggi come la Presidente della Camera, Laura Boldrini, il governatore toscano Enrico Rossi, delle varie Caritas e delle associazioni e cooperative che lucrano sull’accoglienza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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