Il governo pensa, con difficoltà, d'intervenire

Povertà: famiglie indigenti raddoppiate (più di 1,5 milioni) in 10 anni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Besucher essen am Mittwoch (03.01.2007) in einer Berliner Suppenküche. Kanzleramtschef Thomas de Maiziere besuchte die Einrichtung und wollte damit freiwilligem Engagement mehr Aufmerksamkeit verschaffen. Täglich erhalten rund 300 bedürftige Besucher der Franziskaner-Einrichtung in Berlin-Pankow Essen. Foto: Gero Breloer dpa/lbn +++(c) dpa - Bildfunk+++

ROMA – In 10 anni le famiglie italiane che vivono in povertà assoluta sono quasi raddoppiate (+93,2%), passando da 819.000 del 2005 a più di 1,5 milioni nel 2015. Gli individui in gravi difficoltà sono addirittura aumentati del 140,6%, passando da 1,9 milioni a 4,6 milioni. I dati forniti dall’Istat, ed elaborati dall’Adnkronos, mostrano l’enorme incremento del numero delle persone che versano in gravi difficoltà economiche, registrato in un solo decennio.

Proprio per aiutare questi soggetti il governo ha annunciato l’intenzione di voler introdurre delle misure contro la povertà, nella prossima legge di bilancio. Ma le risorse scarseggiano e forse il rottamatore non terrà fede neppure a questa promessa.

Osservando i dati dell’Istituto di statistica da un’altro punto di vista, cioè le percentuali della povertà rispetto al totale della popolazione, emerge che le famiglie povere sono passate dal 3,6% del totale delle famiglie italiane al 6,1%. Quando si passa a esaminare il dato relativo agli individui, si va oltre il raddoppio: dal 3,3% del 2005 al 7,6% del 2015.

Oltre alla povertà ‘assoluta’, con cui si definisce quella fascia di persone che non riesce ad acquistare beni e servizi in grado di assicurare una vita dignitosa, occorre considerare anche la povertà ‘relativa’. In questa categoria rientrano coloro che non riescono ad avere un livello di vita adeguato agli standard medi della popolazione.

Allargando il raggio, ed esaminando i dati delle famiglie che vivono in povertà relativa, emerge un incremento più contenuto: si passa da 2,4 milioni del 2005 a 2,7 milioni del 2015, con un incremento del 12,4%. Gli individui sono invece passati da 6,4 milioni a 8,3 milioni, con un incremento del 29,4%. Esaminando il dato in rapporto al totale della popolazione emerge che le famiglie in povertà relativa erano pari al 10,3% del totale dei nuclei nel 2005 e sono il 10,4% nel 2015. Leggero l’incremento anche per quanto riguarda gli individui in povertà relativa: erano l’11,1% nel 2005 e sono arrivati al 13,7% della popolazione lo scorso anno.

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Camillo Cipriani

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