L'intervento del Presidente al Parlamento europeo

Economia, Draghi: l’Ue sia attenta ai bisogni immediati dei cittadini. Un aiutino, ma anche un monito a Renzi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Mario Draghi

Mario Draghi

BRUXELLES – Il Presidente della Bce, Mario Draghi, interviene ancora una volta a richiamare gli stati e le istituzioni europee sulla retta via per rendere stabile la ripresa economica che in molti paesi, esclusa l’Italia, si sta evidenziando. Secondo Draghi l’Europa sta crescendo con minore slancio, la crescita annua reale del Pil è prevista aumentare dell’1,7% quest’anno e dell’1,6% in ciascuno dei prossimi due anni,  i rischi restano al ribasso, ma almeno per ora l’Eurozona ha resistito all’urto della Brexit. Rimane «l’insicurezza» il nemico peggio delle economie europee, dice dall’Europarlamento il numero uno della Bce. Ecco perché per Draghi «non possiamo semplicemente aspettare tempi migliori, dobbiamo rinnovare i nostri sforzi per assicurare che l’unione economica e monetaria offra protezione e prosperità». Un fronte sul quale «la Bce farà la propria parte». Ma non può fare tutto.

I governi devono agire. Devono «perseguire politiche di bilancio e strutturali che contribuiscano a una ripresa in grado di sostenersi da sola e aumentino la crescita potenziale della zona euro». Perché l’unione monetaria «resta vulnerabile fino a quando non saranno completati i progetti di integrazione che abbiamo cominciato». La lezione è per tutti. I paesi «dovrebbero concentrarsi su preoccupazioni e bisogni immediati dei cittadini. Per quelle sfide che vanno al di là dei confini nazionali, azioni efficaci richiedono mosse comune. Da questa prospettiva le priorità di oggi includono l’immigrazione, sicurezza e difesa». Quanto ai Paesi che «non hanno spazio di manovra» per effettuare investimenti «dovrebbero guardare alla composizione delle loro spese», dato che non sempre la spesa pubblica ha un effetto espansivo sull’economia. Anche perchè le regole Ue «consentono già molta flessibilità». In queste parole si coglie da un lato un sostegno alle richieste dell’Italia di puntare su una maggiore crescita e di limitare e politiche di austerità, ma dall’altro un avvertimento a Renzi, perché il monito relativo alla composizione delle spese sembra rivolto proprio al nostro paese.

Nel frattempo la Brexit, forse ha fatto meno danni di quelli attesi. I mercati e l’economia si sono dimostrati «resilienti» dopo la decisione della Gran Bretagna, ma «è difficile prevedere quali saranno gli effetti a medio e lungo termine». Ciò «dipenderà dalla durata del negoziato». Sia chiaro, però, dice Draghi, «più lunga sarà l’incertezza più rilevanti saranno le conseguenze».

Poi difende l’azione della Bce, compresa la scelta di tenere i tassi a zero, che tanto ha messo sotto pressione la redditività delle banche. La politica della Bce, caratterizzata da livelli estremamente bassi, e anche negativi, dei principali tassi di interesse, è stata «molto efficace» nella «trasmissione della politica monetaria» all’economia dell’Eurozona. «Abbiamo tutte le ragioni per pensare che, tutto considerato, sia stata molto efficace». Ma l’Eurotower userà tutti gli strumenti a sua disposizione nell’ambito del nostro mandato» per centrare gli obiettivi di inflazione al 2%.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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