I comunicati, contrapposti, delle parti sociali

Firenze, tunnel Tav: critiche dei sindacati e comitati all’inerzia di ferrovie e istituzioni (foto lavori)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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FIRENZE – Le istituzioni fiorentine da qualche giorno hanno emanato un magniloquente comunicato sull’esito di un trionfale incontro svoltosi in regione, al quale erano presenti molti dei sindaci interessati, al termine del quale (udite, udite!) tutti si son trovati d’accordo sui due o tre punti fondamentali (priorità del trasporto locale e altre considerazioni ovvie), in attesa della proposta delle Ferrovie. Che doveva giungere entro settembre, ma di cui ancora non c’è traccia.

Per questo sindacati confederali Cgil, Cisl  e comitati si sono riuniti, hanno fatto il punto della situazione, hanno valutato l’azione di istituzioni e ferrovie e hanno emesso due comunicati – completamente distanti fra loro – che riportiamo integralmente.

SINDACATI – «Come temevamo siamo arrivati a fine settembre e, a tutt’oggi, le Ferrovie non hanno ancora presentato alcun progetto alternativo per il passaggio dell’AV dal nodo di Firenze SMN, anzi, è calato il silenzio anche nei cantieri: nella zona Macelli-Rifredi ci sono gli operai preoccupati del loro futuro e nel cantiere di Campo di Marte c’è l’enorme “talpa” assemblata, ma in un angolo come se fosse abbandonata. Il sindaco di Firenze in una recente serata di calura estiva, ha annunciato il blocco delle lavorazioni sul progetto sia del sottoattraversamento AV che della costruzione della nuova stazione ‘Foster’. Da allora, a parte le innumerevoli dichiarazioni stampa, della politica cittadina, delle istituzioni e dei massimi vertici delle Ferrovie, non è successo più niente.
Intanto gli operai, tecnici e impiegati (circa 300), che sono stati tutelati in questi ultimi mesi con la cassa integrazione straordinaria, a causa della crisi e per il blocco dei cantieri per inchieste giudiziarie, hanno scongiurato la procedura di mobilità e sono stati mantenuti legati all’opera (stazione ‘Foster’ e tunnel TAV) perché vi era una prospettiva di ripresa. Ora sono nuovamente ricaduti nella disperazione, senza prospettive e senza speranza, perché il lavoro, i progetti degli ultimi 20 anni, sono stati rimessi in discussione dal sindaco di Firenze. Non stanno meglio gli operai (circa 150 fra diretti e indiretti), che invece stanno completando le basi della stazione ‘Foster’ con un piano di lavoro fino a novembre; dopodiché calerà il buio anche per loro, perché, ben che vada, le FS non vogliono più fare la nuova stazione e le colate di cemento di questi giorni non si sa bene a cosa serviranno.
La Filca e la Fit di Firenze e della Toscana chiedono inoltre di sciogliere il nodo delle penali da pagare nel caso di annullamento dell’appalto da parte del committente: le istituzioni (Comune, Provincia, Regione per quanto le compete), accertino se esistono o meno queste penali e se sì, pretendano che siano quantificate, informando l’opinione pubblica, individuando le responsabilità e richiamando al pagamento delle penali non con i soldi pubblici ma con gli averi personali.
Nei giorni scorsi, con una nota congiunta, Regione e Comuni della piana hanno ribadito che “resta fondamentale la separazione tra i flussi dei treni AV e quelli dei pendolari.” Una dichiarazione assolutamente condivisibile in linea di principio, salvo il fatto che non si dice come fare ! Gli accordi sottoscritti nella Conferenza dei servizi per il nodo di Firenze non vengono menzionati e, soprattutto, il sindaco di Firenze, che ha bloccato questo progetto nazionale, non individua nessuna soluzione né per i pendolari della Toscana, né per i passeggeri dell’Alta Velocità.
La Fit e la Filca di Firenze e della Toscana fanno appello alle forze politiche e sociali responsabili, affinché i lavori fatti non diventino una cattedrale incompiuta nel cuore di Firenze; la politica dia veramente corpo ad un nuovo modo di fare e di parlare, partendo dal rispetto degli accordi sottoscritti e attraverso una costante pressione ottenga che le Ferrovie presentino una soluzione fattibile e credibile, che dia risposte al trasporto regionale e all’AV, con una forte integrazione con la gomma senza penalizzare nessun vettore. Altrimenti non perdiamo tempo e ammoderniamo il Paese e la Toscana con le soluzioni individuate, che a tutt’oggi sono l’unica risposta vera per il trasporto regionale, lo sviluppo del trasporto ferroviario e l’occupazione.
Rilanciamo l’occupazione, creiamo opportunità per i nostri giovani, andiamo avanti con le infrastrutture per sviluppare il Paese lasciando i particolarismi indietro. Diciamo No alle penali e alle perdite di tempo.»

Stefano Boni                            Stefano Tesi                    Ottavio De Luca
Segr. Fit-Cisl Firenze e Toscana        Segr. Filca-Cisl Firenze        Segr. Filca-Cisl Toscana

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COMITATI – Più critico ovviamente il Comitato No Tunnel Tav, che denuncia la prosecuzione dei lavori nei cantieri, nonostante il blocco proclamato ai quattro venti dalle istituzioni e prova la sua affermazione con le foto che pubblichiamo: «Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze denuncia come i lavori TAV nel cantiere della ex stazione Foster ai Macelli non siano per niente fermi, anzi hanno accelerato negli ultimi tempi. Che l’opera fosse irrealizzabile se ne sono finalmente accorti Ferrovie e Governo e dichiarano che il progetto sarà accantonato; peccato, però, che nessuno abbia il coraggio di dire ufficialmente basta e fermare i lavori; se prima dell’estate i costi erano stimati in 760 milioni di euro, chissà dove sono arrivati adesso con i cantieri che pullulano di operai; è una cosa di cui le istituzioni locali e nazionali dovrebbero dar conto e spiegare perché si continuano a gettare i soldi dei contribuenti nel vento.
Il Comitato ha documentato che le opere sono in stato avanzato, come dimostrano le foto allegate; nella parte visibile del cantiere (solo il 20% del totale) si vedono bene le strutture portanti del primo solaio previsto, che dovrebbero servire anche al contenimento delle paratie laterali. Nel piccolo pezzo di cantiere visibile si sono potuti contare circa venti operai al lavoro, cosa che negli anni passati non si era mai verificata. La cosa suona ancora più grottesca se si pensa a quanto siano rallentati i cantieri della tranvia che invece non parrebbe avere nessun stop: dove non si deve costruire nulla i lavori fervono alacremente, dove sarebbe opportuno liberare la città da cantieri devastanti per la mobilità si va al rallentatore.
Questo quadro desolante della situazione delle infrastrutture a Firenze pare lo specchio non solo delle grandi opere inutili, ma anche della situazione politica in cui la cialtroneria pare far da padrona. Se da una parte le Ferrovie dello Stato e il Governo non riescono a dire nemmeno uno “stop”, dall’altra le più vecchie posizioni intransigenti a favore del progetto (soprattutto la Giunta Regionale) stanno farneticando di tunnel da disseminare non si sa bene dove sotto la città, ripetendo lo stanco mantra dell’importanza del trasporto regionale, nascondendo però che si sono persi 20 anni e gettati nel fango quasi 800 milioni di euro, il tutto per finanziare le “imprese amiche” che finora hanno lavorato nel cantiere.»

Come si può rilevare entrambe le parti concordano nell’annotazione del fatto che (come dimostrano le foto), nonostante tutto, i lavori nei cantieri della stazione Foster e del tunnel vanno avanti, anche se proprio la stazione era stato il manufatto contro il quale si erano diretti principalmente gli strali del sindaco Nardella, che preferisce senza dubbio mantenere la centralità di Santa Maria Novella. E per di più, annotano i comitati, vi sono al lavoro molti più operai nei cantieri Tav che in quelli della tramvia, la cui ultimazione sarebbe molto più urgente e produttiva. A questo punto non resta che attendere la voce dell’Ente che dovrebbe essere il protagonista principale di questa fase, le Ferrovie, per conoscere quale progetto presenteranno, modificato per andare incontro alle richieste avanzate dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Ma da questo lato un silenzio di tomba.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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