Repliche il 29 settembre e il 2 e 4 ottobre

Opera di Firenze: «Semiramide» di Rossini salutata da un folto pubblico dopo 48 anni

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Il duetto al secondo atto fra Semiramide (Jessica Pratt) e Arsace-Ninia

Il duetto al secondo atto fra Semiramide (Jessica Pratt) e Arsace-Ninia (Silvia Tro Santafé)

FIRENZE – C’erano pochissimi posti vuoti in platea all’Opera di Firenze per l’apertura della stagione 2016-2017 con un titolo impegnativo come la «Semiramide» di Gioacchino Rossini. D’altronde mancava dai cartelloni fiorentini da ben 48 anni, ovvero da quando nel 1968 fu interpretata al vecchio Teatro Comunale da Joan Sutherland ed è ben comprensibile la curiosità di ascoltare dal vivo questo caposaldo del Belcanto.

L’australiano Antony Walker, che ha sostituito al penultimo momento l’indisposto Bruno Campanella, ha superato la non facile prova, per i debuttanti nella buca del nuovo teatro, di dosare il suono dell’orchestra. Si sente anche che conosce a fondo l’opera (il curriculum dimostra una lunga frequentazione col Belcanto) e si sarebbe di conseguenza sperata una maggiore incisività interpretativa che avrebbe aiutato nella resa espressiva anche i cantanti sul palco, ma va detto che lo spettacolo è andato progressivamente migliorando e non sono stati rari gli applausi a scena aperta, particolarmente convinti per Juan Francisco Gatell, che nel ruolo pur secondario di Idreno ha eseguito magistralmente le due belle arie del primo e del secondo atto (specie «Ah, dov’è, dov’è il cimento»), dimostrandosi una volta di più belcantista di rango.

Applaudite in più momenti anche le protagoniste, il soprano anglo-australiano Jessica Pratt (Semiramide) e il mezzosoprano spagnolo Silvia Tro Santafé (Arsace-Ninia), toccanti nel duetto in cui Arsace rivela a Semiramide di essere suo figlio, anche per merito della musica meravigliosa con cui Rossini  ha saputo risolvere in modo non banale il dramma edipico. Tuttavia la parte di Semiramide è scritta per un soprano drammatico d’agilità (nella fattispecie la Colbran a fine carriera) e la voce di Jessica Pratt, belcantista provetta che per agilità resta dietro a poche, è sempre un po’ troppo luminosa, più adatta a raffigurare una fanciulla in fiore che una matrona dai costumi non specchiatissimi immersa in un dramma a tinte fosche.

La regia di Luca Ronconi, ripresa ed adattata da Marina Bianchi e Marie Lambert, tende allo statico anche dove libretto e musica non suggeriscono atteggiamenti ieratici, con scene ridotte al minimo irte di citazioni dalle arti figurative (tanto all’inizio quanto alla fine dichiaratamente il grande regista si ispira soprattutto al Giudizio universale di Luca Signorelli); anche i costumi delle donne riprendono quelli delle sculture femminili della civiltà minoica, con seno scoperto, vita strizzata e gonna svasata. Una riduzione all’essenziale se non a qualcosa di meno, sulla lunghezza d’onda di quella del «Falstaff» che si è visto a Firenze nel novembre del 2014. Il Coro del Maggio ha ben retto il colpo, invero un po’ basso, di cantare fuori campo per tutta l’opera, secondo i dettami della regia per la quale la sua presenza in scena era superflua.

Prima c’è stato un ricordo, con lungo applauso spontaneo del pubblico, di Andrea Tacchi, primo violino, concertatore e cofondatore dell’Orchestra della Toscana (ORT), prematuramente scomparso ieri, alla cui memoria la rappresentazione è stata dedicata dal Maggio Musicale Fiorentino.

Opera di Firenze (Piazzale Vittorio Gui / Viale Fratelli Rosselli)

Giovedì 29 settembre, ore 20, Domenica 2 ottobre, ore 15.30, Martedì 4 ottobre, ore 20

«Semiramide» di Gioachino Rossini. Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Antony Walker. Maestro del Coro  Lorenzo Fratini. Regia di Luca Ronconi ripresa e adattata da Marina Bianchi e Marie Lambert. Scene di Tiziano Santi. Costumi di Emanuel Ungaro ripresi da Maddalena Marciano. Luci di AJ Weissbard riprese da Pamela Cantatore.

Semiramide: Jessica Pratt; Idreno: Juan Francisco Gatell; Arsace: Silvia Tro Santafé; Assur: Mirco Palazzi; Oroe: Oleg Tsybulko; Mitrane: Andrea Giovannini; L’ombra di Nino: Chanyoung Lee; Azema: Tonia Langella

Biglietti da 10 a 80 euro, in vendita anche online sul sito dell’Opera di Firenze

Durata dello spettacolo compreso l’intervallo: 4 ore

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