Un tetto variabile a seconda delle posizioni professionali e delle testate

Rai: il Consiglio d’amministrazione approva il tetto degli stipendi (240.000 euro), con dieci eccezioni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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La statua del ''Cavallo morente '' di Francesco Messina, esposta all'ingresso della sede Rai di viale Mazzini a Roma, in una foto d'archivio. ANSA / GUIDO MONTANI

ROMA – Anche la Rai adegua i compensi dei suoi funzionari al tetto stabilito per i funzionari pubblici, ma si lascia mano libero per valutare 10 posizioni professionali, alle quali poter concedere un surplus fino a 50.000 euro. Naturalmente non sono fissati limiti per i compensi degli artisti e conduttori. Il cda Rai ha così approvato all’unanimità il regolamento sulle retribuzioni dei dirigenti che – come spiegato dal presidente Monica Maggioni in Vigilanza – recepisce il tetto di 240 mila euro ma prevede per alcune figure la possibilità di andare oltre «in modo variabile e per un tempo determinato». «Dire che non si possa mai avere un manager con uno stipendio sopra i 240 mila euro – ha aggiunto – è molto pericoloso».

Sono state individuate una decina di posizioni apicali per le quali prevedere la possibilità di avere un’indennità di funzione di 50mila euro, a prescindere dal tetto retributivo di 240mila euro che si intende rispettare. Si tratterebbe di una indennità, o parte variabile, al fine di poter soddisfare l’esigenza di un’attenzione giusta nell’utilizzo delle risorse. Lo ha specificato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto nel corso dell’audizione per la prevenzione della corruzione della Rai. Audizione che ha per tema centrale la delibera con cui l’Anac lo scorso 14 settembre ha rilevato dubbi circa le operazioni di reclutamento di figure dirigenziali esterne, per lo più per posizioni apicali.

Tra le figure per le quali si intende prevedere quella indennità di 50mila euro in aggiunta alla retribuzione, e quindi la possibilità di andare oltre il tetto di 240mila euro, ci sono il capo della finanza Rai, il capo dell’area tecnologica, l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, il direttore del coordinamento dei palinsesti, il capo delle risorse umane, l’amministratore delegato di Rai Cinema, il direttore dell’area legale, il direttore dell’area comunicazione.

Il direttore generale di viale Mazzini ha rilevato che in sede di definizione di questa strategia si è puntato a distinguere tra ruoli editoriali e ruoli Corporate. Per i Corporate «siamo sotto il 20% del valore mediano di mercato», e comunque non sotto i 240mila euro e con voci variabili. Lo stesso è per i ruoli di responsabilità editoriali, con eccezione per ruoli specifici – «penso per esempio al Tg1, e quindi la volontà di avere persone all’altezza del proprio ruolo che dev’essere considerato», ha detto Campo dall’Orto – con ulteriore aumento fino al 30% quando si tratta di un accordo a tempo determinato, di durata triennale. Il Tg1 è quello completamente schierato a favore del governo e quindi i suoi  protagonisti vanno retribuiti più degli altri.

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Camillo Cipriani

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