I migranti, 10.200 in tutta la atoscana, per ora non creano pericoli per i cittadini

Firenze, criminalità: nel 2016 diminuiscono furti e rapine. Lo ha dichiarato il prefetto Giuffrida

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Alessio Giuffrida, nuovo prefetto di Firenze

Alessio Giuffrida, prefetto di Firenze

FIRENZE  – «Nel 2016, la prudenza è d’obbligo perché si tratta di numeri non ancora consolidati, i primi dati forniscono un quadro della sicurezza che si mantiene su livelli soddisfacenti, facendo registrare un decremento complessivo dell’8% dei reati contro la persona e contro il patrimonio”. Lo ha affermato Alessio Giuffrida, prefetto di Firenze, a proposito della criminalità in Toscana, che calano “a conferma di un trend in costante decrescita dal 2013 ad oggi”.

DATI – Confrontando i dati provvisori del primo semestre 2016 con quelli dell’anno precedente, “il totale dei furti risulta diminuito del 7% – sostiene Giuffrida, che ha partecipato a un convegno sul tema della sicurezza promosso dalla Regione – con un discreto decremento di quelli perpetrati in abitazione (-9%) e negli esercizi commerciali (-8%). Le rapine segnano in complesso una lieve diminuzione (-2%), con un vistoso calo di quelle in banca (-39%) seguite da quelle in abitazione (-29%) e negli esercizi commerciali (-4%)”.

MIGRANTI – “Le preoccupazioni manifestate da gruppi di cittadini per la propria sicurezza rispetto alla presenza di migranti non hanno finora evidenziato elementi di gravità per la popolazione”. Ha aggiunto il prefetto. “Su alcuni episodi negativi registrati, sin qui di modesta entità immediato è stato l’intervento delle Forze dell’Ordine, che esercitano un costante monitoraggio dei centri di accoglienza dei migranti. La gestione dei massicci flussi di richiedenti asilo assegnati dal Ministero dell’Interno alla nostra regione – la Toscana ne ospita oggi oltre 10.200 in 710 strutture – impone infatti la massima attenzione per verificare la correttezza delle gestioni e per intercettare l’insorgere di fibrillazioni o situazioni di disagio che potrebbero, se non colte in tempo, alimentare fenomeni di intolleranza che, nell”ultimo periodo, risultano accentuati”.

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