Incredibile episodio a lla stazione di Firenze Campo di Marte

Sicurezza nelle stazioni: un problema ancora in gran parte insoluto

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

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firenze-campo-marteHa destato qualche perplessità, e anche qualche giustificato timore per la sicurezza, l’episodio accaduto ieri alla Stazione di Firenze Campo di Marte, raccontato da Firenzepost e dagli altri media. Sembra incredibile, ma un individuo, sembra mezzo squilibrato, è riuscito a introdursi con la sua auto nell’area della stazione, vicino ai parcheggi, a fermare il veicolo sui binari della Firenze – Roma, bloccando così per mezz’ora la circolazione ferroviaria.

SICUREZZA – Già questo è un danno rilevante, ma ci chiediamo, se invece di uno squilibrato si fosse trattato di un kamikaze con l’auto imbottita di tritolo, e questa fosse scoppiata nel bel mezzo (o quasi) dell’area della stazione, vicino a case e in prossimità di vie molto frequentate, che cosa sarebbe successo? Gli episodi recenti in Europa non hanno insegnato qualcosa, anche ai responsabili delle Ferrovie? Stazioni non grandissime ma comunque importanti e essenziali per lo snodo del traffico fra Nord e Sud Italia (come Firenze Campo di Marte, ma anche Firenze Rifredi che si trova nella stessa situazione) possono essere ancora così vulnerabili?

RETE – Con oltre mille chilometri di rete di alta velocità, 8mila treni al giorno, 2.400 stazioni e un numero passeggeri di venti o trenta volte superiore a quello degli aeroporti, l’universo ferroviario è un sistema aperto e quindi non facilmente controllabile. Ma le Ferrovie, anche con messaggi ufficiali pubblicati sul loro sito, fanno sapere di essere da tempo (progetto nato nel 2005) impegnate in un’attività di security per garantire la massima sicurezza delle stazioni e dei treni, e per tutelare i viaggiatori e il personale in servizio.

STAZIONI – E’ ben vero che alcuni ambienti ferroviari sono protetti dagli agenti della Polizia ferroviaria e dai più avanzati sistemi di sorveglianza e sicurezza in un quadro di cooperazione con il Ministero dell’Interno, le Prefetture, gli Enti locali e le Polizie municipali, ma questo vale soprattutto per (poche) grandi stazioni. Quelle inserite nel progetto di potenziamento dei trasporti Alta Velocità promosso dall’allora Ad Mauro Moretti, spesso criticato dal governatore toscano Enrico Rossi perché poneva nel dimenticatoio le esigenze dei pendolari.

PENDOLARI – Proprio i pendolari si ritrovano con treni poco moderni, pochi convogli dotati di videosorveglianza (aumentati solo recentemente), con accessi ai binari liberi da ogni dove, con le piccole stazioni deserte nelle ore notturne, ma anche in quelle diurne, con le sale d’aspetto inesistenti (esistono solo quelle vip per gli utenti dell’AV) oppure situate negli androni alla mercé di barboni e sbandati che le eleggono a loro dormitorio e dimora. E comunque insufficienti, anche nelle grandi stazioni, per consentire una comoda attesa a chi aspetta d’imbarcarsi sul treno.

ATTESA – Mi è accaduto talvolta, anche nelle stazioni di Firenze e Roma, di attendere il treno in piedi (con disagio, ormai comincio ad essere un pensionato anziano), essendo esauriti i posti a sedere nelle relative sale d’attesa sia quella normale che quella vip. Né possono costituire un rimedio le sedute poste ai lati dei binari, ai quali si accede col biglietto solo in prossimità dell’arrivo del treno.

SORVEGLIANZA – L’Azienda sta facendo sforzi apprezzabili per diminuire i disagi dei viaggiatori di alcune grandi stazioni, assediati da rom, senza fissa dimora, sbandati, che chiedono continuamente l’elemosina, una sigaretta, un euro per fare colazione. All’ingresso delle grandi stazioni, per aumentare la sicurezza antiterrorismo, anche l’esercito collabora alla sorveglianza. Le Ferrovie ci comunicano che, grazie a questo impegno trasversale (ferrovie, prefetture, forze dell’ordine, esercito), dalla fine del 2007 i casi di furti ai danni dei viaggiatori sono diminuiti del 40 per cento. Dal 1 Maggio 2015 inoltre, sono attivi nella stazione di Milano Centrale, a Roma Termini e a Firenze Santa Maria Novella, gate di accesso all’area partenza dei treni sorvegliati per ora dal personale dell’azienda.

GATE – Il nuovo progetto, elaborato dal Gruppo FS Italiane in collaborazione con le Forze dell’Ordine e le Istituzioni, è volto ad aumentare la sicurezza dei passeggeri e a prevenire i fenomeni di evasione, accattonaggio, attività illecite e vendite abusive in prossimità e a bordo dei treni. Per agevolare i flussi, i viaggiatori sono invitati a tenere a portata di mano il biglietto in formato cartaceo o il codice a barre quadrato da esibire prontamente al personale presente ai gate.

FIRENZE – A Firenze il 7 giugno, al termine di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stata annunciata la realizzazione (futura) dei gate automatici di accesso ai binari e controllo dei biglietti di viaggio. ll progetto prevede di realizzare una barriera, che sarà posta nell’area che fronteggia la testa dei binari (dove ora sono presenti le transenne mobili), in modo da consentire l’accesso ai treni ai soli possessori dei biglietti di viaggio. Lo sbarramento sarà costituito da pannelli in cristallo, simili a quelli che sono installati nelle stazioni di Milano Centrale e di Roma Termini, e fornirà tre tipi di ingresso con funzioni distinte: 5 varchi presidiati da operatore per i passeggeri, 6 varchi di emergenza, 6 varchi controllati con badge. I gate saranno tutti dotati di sistemi di chiusura con maniglione antipanico e di impianto antintrusione con sensori di allarme a tutte le porte.

Siamo felici di queste importanti novità, che senza dubbio consentiranno una più incisiva azione di controllo almeno in tre grandi stazioni (su 2.400), ma restano insoluti i problemi sollevati per tutto il resto degli scali ferroviari, permane la necessità di garantire standard di confort adeguato anche nelle piccole stazioni e per i trasporti utilizzati dai pendolari. Che meritano attenzione e protezione tanto quanto i viaggiatori dell’Alta Velocità.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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