Critiche anche all'Italia per la carente integrazione

Migranti: vescovi italiani, l’Europa cieca e debole non li accoglie e costruisce muri

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei

Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei

E’ un’Europa cieca, debole, quella che non riesce ad affrontare la questione dei migranti e lascia che si continuino ad alzare muri. E’ duro l’affondo dei vescovi italiani sulla questione migranti. E pure l’Italia, che si è spesa tanto per l’accoglienza, ora deve guardare avanti perché non basta: occorre l’integrazione. A parlare è il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nunzio Galantino, intervenuto a un convegno della Cisl sui migranti.

Per Galantino, fondamentale è “l’integrazione perché accogliere, nonostante l’Italia lo faccia anche piuttosto bene, non basta; non si possono salvare le persone e poi non offrirgli una possibilità di futuro”. Il vescovo ha poi ricordato le morti in mare, commemorate ieri a Lampedusa, e quelle che comunque si verificano ogni giorno. “Sono uno schiaffo alla democrazia europea – ha sottolineato -, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni drammatiche create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee. Non saranno i muri o le politiche di chiusura – commenta il segretario generale dei vescovi – a fermare l’onda costante degli arrivi. Noi dobbiamo impedire che il Mediterraneo continui ad essere ‘cimitero dei migranti, così come lo ha definito Papa Francesco. Dobbiamo imparare a vedere Dio nei migranti che tutti vogliono cacciare. Una volta salvati in mare e accolti nei nostri Paesi dobbiamo garantire poi l’integrazione di queste persone”, ha aggiunto il vescovo.

Secondo uno studio della Cisl, tra 15 anni (nel 2030), gli immigrati che lavorano in Italia raddoppieranno, passando da 2 a 4 milioni, con un contributo al Prodotto interno lordo che salirà dall’attuale 9% al 15%.

Intanto proseguono gli sbarchi. Sono 6.297 i migranti che sbarcheranno tra oggi e domani nei porti di Sicilia, Calabria e Campania dopo le numerose operazioni di salvataggio eseguite nel Canale di Sicilia, con il recupero anche di nove cadaveri. Tra ieri sera e stamattina sono anche arrivate in Sardegna 57 persone, tutte presumibilmente di nazionalità algerina. Un gruppo di 52 migranti di nazionalità pakistana è stato invece rintracciato all’alba subito dopo lo sbarco sull’isola di Sant’Andrea, a Gallipoli. Inoltre due bimbi sono nati la scorsa notte a bordo di nave Dattilo, della Guardia Costiera, che ieri ha partecipato alle operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia, prendendo a bordo alcuni dei seimila migranti tratti in salvo, e che ora sta facendo rotta verso l’Italia.

Monsignor Galantino e i vescovi italiani dovrebbero forse dare uno sguardo anche alle tante situazioni spesso tragiche e nascoste che riguardano i nostri connazionali e soprattutto molte famiglie e molti anziani E’ ben vero che la Caritas fa molto per l’assistenza, ma sembra che negli ultimi anni l’attenzione sia appuntata più agli interventi in favore dei migranti di ogni tipo che degli italiani. Come del resto fa, quasi per imitazione, anche il governo italiano.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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