Le dichiarazioni del n. 1 di Via Nazionale

Monte Paschi: il piano industriale difeso da Ignazio Visco, governatore Bankitalia

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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WASHINGTON – Il governatore della Banca d’Italia difende il piano di Mps. “E’ giustamente ambizioso, lo sappiamo tutti ma e’ la strada da seguire”. Ignazio Visco, accanto al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan per i lavori del Fmi, rassicura anche sullo stato del sistema bancario italiano: ”il problema riguarda alcune banche. Non e’ un problema di sistema”.

Il problema degli npl, però, esiste e va risolto. “E’ importante l”utilizzo delle soluzioni disponibili sul piano normativo”, spiega Visco: “serve che le banche si facciano carico di mettere in moto i processi, ma non sono d’accordo sul fatto che il problema vada risolto subito. Non ha senso attribuire all”intero sistema la necessita’ di risolvere subito gli Npl”.

Una rassicurazione arriva anche sulla banche piccole, quelle meno significative non sottoposte ai test della Bce, per le quali il Fmi ha chiesto alle autorità italiane di monitorarne gli asset e le attività a rischio. Un monitoraggio che già esiste, con gli istituti meno significativi sottoposti regolarmente a una valutazione su tutti i rischi tipici e su tutti i profili qualitativi. “Su queste banche conduciamo 100 ispezioni l”anno” afferma il governatore, illustrando nel dettaglio la situazione. I risultati degli ”esami” non sono resi pubblici, ma Visco ha chiesto alla Vigilanza della Banca d’Italia di pubblicare un documento aggregato sulle valutazioni e sugli esami. ”Al 31 dicembre 2015 le banche meno significative in Italia sono 472, di cui 365 Bcc e 107 non Bcc, con un attivo totale che rappresenta il 18% del sistema” mette in evidenza il governatore. L’85% delle Bcc sono piccole, hanno un attivo inferiore a 5 miliardi. Fra le non Bcc – aggiunge Visco – circa 10 sono esposte a rischio di credito. Altre 10 sono finanziarie specializzate”.

Nel complesso, il 60% delle non Bcc sono banche che passano senza problemi gli esami degli attivi, mentre il 35% ha valutazioni di attenzione e il 10% è in difficoltà, queste “sono poche, si possono contare sulle dita di una mano” mette in evidenza Visco, secondo il quale anche fra le Bcc quelle in difficoltà si possono “contare sulle dita di un’altra mano. Si tratta in tutte e due i casi di banche ben identificate e indirizzate verso una soluzione”.

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Camillo Cipriani

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