Le dichiarazioni dei sindacati del settore

Banche: sindacati minacciano sciopero generale in caso di licenziamenti di massa. Come aveva promesso il premier Renzi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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Sciopero bancari toscani, adesione massiccia

ROMA – Al primo stormir di fronde sarà dichiarato lo sciopero generale della categoria, unitariamente agli altri sindacati. Il segretario generale Uilca, Massimo Masi, commenta così i piani che il Corriere della Sera attribuisce al presidente del Fondo Atlante, Alessandro Penati, che secondo il quotidiano di via Solferino in seguito a contati con fondi Usa si sarebbe convinto che per riuscire a cedere Veneto Banca e Popolare Vicenza serva una svolta radicale, anche a costo di mettere in cantiere i primi licenziamenti collettivi mai fatti fra i bancari in Italia.”Il signor Penati – scrive Masi – non può continuare ad ignorare la storia di una categoria e credere di poter dichiarare licenziamenti senza pensare di creare ulteriori problemi ad un settore che versa in una situazione di estrema difficoltà. Con le dichiarazioni ad effetto non si risolvono i problemi (Renzi docet)”.

“Ho già avvisato in tal senso – ha continuato Masi – il 21 settembre scorso lo staff del ministro Padoan e il 29 settembre scorso il sottosegretario Mef con delega alle banche, Pier Paolo Baretta, che alla prima applicazione della legge 223 sui licenziamenti collettivi nel nostro settore, la nostra reazione sarà durissima. Le vere richieste di risarcimento danni e i licenziamenti – ha sottolineato Masi – dovrebbero essere indirizzati solo verso coloro che hanno ridotto le banche venete in questo stato.

Inoltre chiedo al presidente del Casl abi Lodesani, se è ancora valida la sua dichiarazione, più volte ribadita, di procedere agli esuberi unicamente in maniera volontaria. Sappiamo che la Popolare di Vicenza non fa più parte della delegazione del Casl Abi, ma le dichiarazioni del presidente Lodesani dovrebbero valere per tutti” ha affermato ancora Masi.”Ripeto, ancora una volta, al presidente Mion e all’Ad Iorio, che la Uilca è contraria alla macelleria sociale e la perdita del supporto alle economie locali che si registrerebbero se andasse in porto la fusione con veneto banca. Ribadisco nuovamente – ha concluso – che siamo disponibili a discutere del risanamento e il rilancio dei due istituiti veneti, ma solo con un management qualificato e all’altezza del proprio ruolo e con piani industriali esigibili”.

La stessa posizione riassunta anche da altri sindacati, ad esempio la Cisl.

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Camillo Cipriani

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