Insieme a un coordinamento di avvocati

Riforme costituzionali: ricorsi a raffica contro referendum e Italicum. Presentati dall’ex presidente della Consulta Onida

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

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ROMA – Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, ha presentato, insieme alla professoressa Barbara Randazzo, due ricorsi, uno al Tar del Lazio e uno al tribunale civile di Milano, con cui in sostanza impugna il quesito referendario.

REFERENDUM – La motivazione centrale dell”azione, secondo quanto si apprende, riguarda il fatto che in un unico quesito vengono sottoposti all”elettore una pluralità di oggetti eterogenei. L’ex presidente chiede di rimettere alla Corte Costituzionale la legge ordinaria sul referendum per il ”nodo” dell”omogeneità del quesito, ma “anche ai fini della sospensione degli atti del procedimento referendario”. In sostanza si chiede al tribunale di azionare il potere della Corte Costituzionale di sospendere il referendum. Una prerogativa a cui la Consulta può ricorrere “avvalendosi, anche d”ufficio” “dei poteri di sospensione ad essa attribuiti”, si legge nel ricorso. L”istanza è fatta in via d”urgenza, visto che il referendum è fissato per il 4 dicembre, e una pronuncia dopo questa data sarebbe inutile e “comprometterebbe il diritto invocato”, e quindi ricorre il “rischio di un pregiudizio grave ed irreparabile”.

ITALICUM – Intanto il coordinamento degli avvocati anti-Italicum, che ha già impugnato la nuova legge elettorale in 23 tribunali italiani ottenendo il rinvio alla Corte Costituzionale, è pronto a fare altrettanto con il decreto di indizione del referendum. Coordinatore del pool di legali anti-Italicum è l’avvocato ed ex senatore, Felice Besostri, già autore dei ricorsi contro il Porcellum, la vecchia legge elettorale che fu ”bocciata” dalla Consulta. Associandosi all’iniziativa del presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, che oggi ha depositato un ricorso al Tar Lazio e uno al tribunale di Milano contro il quesito referendario, Besostri e gli avvocati anti-Italicum annunciano un’azione analoga su scala più ampia, con ricorsi in numerosi tribunali a cominciare da quelli dei capoluoghi dei distretti di Corte d”appello. L’obiettivo è ottenere che il decreto di indizione del referendum sia portato all”esame della Consulta.

Dopo la dichiarazione della minoranza dem in Direzione Pd che voterà no al quesito le questioni referendarie si complicano anche sul versante giudiziario perché la Consulta, che aveva rinviato a dopo il 4 dicembre la valutazione della costituzionalità della legge elettorale, dovrà ora pronunciarsi anche su queste ulteriori questioni, sollevate dal suo ex presidente, se i tribunali le riterranno fondate.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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