Il disegno di legge dovrà passare anche il vaglio dell'Unione europea

Economia: Padoan, manovra 2017 da 24,5 miliardi e conferma pil a +1%, Divergenze con l’Ufficio parlamentare di bilancio

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Pier Carlo Padoan

Pier Carlo Padoan

ROMA – Il governo conferma le stime di crescita per il prossimo anno, fissando l’asticella del Pil a +1% nel 2017. . Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, in audizione in Parlamento sulla Nota al Def. Complessivamente la manovra arriverà probabilmente a 24,5 miliardi. Tra le stime macroeconomiche della Nota al Def e quelle del panel Upb esiste «uno scarto contenuto, che a noi sembra non significativo», ha aggiunto Padoan. «La composizione della manovra e quindi alcuni suoi effetti – ha continuato il ministro – sono ancora passibili di variazione in quanto il Disegno di legge di Bilancio deve essere ancora discusso e approvato dal Consiglio dei Ministri. Una volta che il Governo avrà licenziato il disegno di legge, verrà trasmesso alle autorità economiche europee e al Parlamento il Documento programmatico di bilancio (Draft Budgetary Plan)».

La tabella depositata durante l’audizione rivela i numeri della manovra: gli interventi per le politiche sociali avranno un effetto sul Pil del +0,1% e avranno a disposizione in totale 3,15 miliardi per il 2017. La manovra potrà contare su tagli della spesa pubblica da 2,6 miliardi. La manovra 2017 conterrà un `pacchetto sviluppo´ da circa 3,8 miliardi: «maggiori investimenti in opere pubbliche e messa in sicurezza» delle scuole, ma anche rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi e della `nuova Sabatini´, oltre alla «proroga dell’intero pacchetto di incentivi fiscali», ecobonus, mobili e ristrutturazioni, «fortemente potenziato» per la sicurezza sismica.

UPB – Restano le perplessità dell’Ufficio parlamentare di bilancio. In una lettera inviata ai Presidenti di Camera e senato il Presidente dell’ufficio, Giuseppe Pisauro afferma: l’Upb “ha espresso la propria valutazione del quadro macroeconomico programmatico della Nota di aggiornamento del Def 2016 nell”audizione del 3 ottobre ultimo scorso. Vi e’ quindi una divergenza di opinioni con il Governo, tuttavia il principio del comply or explain non obbliga il Governo ad adeguarsi ma richiede che esso illustri i motivi per i quali ritiene di confermare le proprie valutazioni o conformarle a quelle dell”Ufficio”.

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Camillo Cipriani

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