Il Ministero dell'Economia elabora un intervento

Banche: esodo volontario dei dipendenti, il Governo pronto a facilitare misure ad Hoc

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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bancheaROMA – Nonostante le smentite fioccate dopo l’ennesimo improvvido annuncio di Renzi sulla decimazione (350.000 posti a rischio)  dei dipendenti di banca, che aveva provocato la reazione decisa dei sindacati, pronti allo sciopero generale del settore, il governo piano piano smentisce la smentita con i fatti e prepara un sostegno dello Stato per accompagnare i bancari in prepensionamento volontario. Misura fino a ora supportata solo dalle banche che però, visto il prolungare della crisi e l’arrivo di nuovi pesanti tagli, hanno visto disseccare il Fondo esuberi di categoria.

Ci sarebbe stato già un accordo di massima fra governo e Abi, con il placet dei sindacati, ma mancano i dettagli. Sembra in ponte un contributo che, per i prossimi tre anni appunto, dovrebbe colmare il gap del Fondo per gestire almeno 50.000 uscite, numeri che potrebbero anche aumentare. Le banche e i sindacati avrebbero sottolineato la necessità di almeno 150 milioni l’anno ma il governo starebbe cercando di ridurre tale impegno.

Una misura straordinaria per un momento straordinario, ripetono dal settore, visto che il comparto sta attraversando una crisi paragonabile a quella del manifatturiero alla fine degli anni ’70, della chimica o dell’acciaio. Si dovrebbe trattare di un sostegno della quota (normalmente il 60% dell’ultima retribuzione) a carico del Fondo per sostenere il reddito del lavoratore in uscita. Escluso il ricorso alla Cassa Integrazione (lo stato di crisi che si dovrebbe dichiarare farebbe scattare l’intervento delle autorità di vigilanza europee) la strada del sostegno al Fondo è parsa la più ragionevole anche perché consentirebbe alle banche di programmare gli interventi di riduzione nei loro piani industriali con certezza e ai dipendenti di non essere colpiti da licenziamenti collettivi obbligatori.

Resta il fatto che lo Stato, e quindi i cittadini, sono costretti a pagare i disastri combinati dal mondo bancario, a cominciare dalla banca vicina al Pd, il Monte dei Paschi, per continuare con le quattro banche già salvate, fra cui banca Etruria, per finire a tutto il complesso sistema che adesso non regge e deve essere puntellato dallo Stato. Per quanto tempo ancora il governo Renzi continuerà ad appoggiare banche, finanzieri e industriali a spese degli italiani? Che dovrebbero ricordarsene non appena (il 4 dicembre) verranno finalmente chiamati alle urne, anche se non si tratta di elezioni politiche.

 

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Camillo Cipriani

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