Una procedura aperta contro il nostro paese

Migranti: La Francia attacca l’Italia, non li registra. Ma l’Ue difende Renzi e Alfano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Dopo le accuse del ministro francese Bernard Cazneuve sulle mancate identificazioni dei migranti, che ha causato un duro botta e risposta col nostro ministro dell’interno, Angiolino Alfano, perfino la Commissione europea interviene in aiuto dell’Italia e chiarisce: l’Italia le fa «quasi al 100%». Fonti diplomatiche francesi ribadiscono però la preoccupazione, precisando di riferirsi ai buchi nella raccolta delle impronte digitali per il database Eurodac.

Sulla questione in effetti pende sull’Italia una procedura di infrazione Ue aperta dal dicembre scorso e che, con grande sforzo, sta cercando di chiudere.  Proprio la Commissione Ue, nel dicembre 2015, aveva sollecitato l’Italia ad attuare correttamente Eurodac, ed aveva avviato un’infrazione, con una lettera di messa in mora, ancora aperta. Esperti assicurano che il Paese ha recuperato tutti gli arretrati del 2015, approfittando dell’allentamento della crisi degli sbarchi tra l’inverno e la primavera, e che ora viene registrato chiunque arrivi. Nel caso questo non accada, si tratta di «un’eccezione», garantiscono. Roma cercherà di chiudere la procedura all’incontro di alto livello fissato con la Commissione Ue per il 25 ottobre, proprio sulle infrazioni che riguardano Affari interni e Migrazione.

Intanto, mentre il sistema di accoglienza è sempre più sotto pressione per i numerosi sbarchi, Matteo Renzi torna ad esortare l’Europa ad un approccio solidale. Il premier propone di trasferire il relitto del terribile naufragio del 2015 da Lampedusa alla sede delle istituzioni Ue, come monito. Ma per i quattro Paesi di Visegrad, riuniti in Polonia, la solidarietà deve essere «flessibile», ognuno, cioè, aiuta come può, senza quote di profughi da ridistribuire, imposte da Bruxelles.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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