Alla faccia dello spirito di Ventotene

Profughi: residenza dopo tre mesi. L’Italia apre le braccia e la borsa, la Germania limita i benefici per i cittadini europei

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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centro-accoglienza

ROMA – A partire dal mese di agosto in Italia bastano tre mesi di permanenza in un centro di accoglienza, perché gli immigrati ottengano l’iscrizione anagrafica e la residenza. In questo modo tutti coloro che entrano nel nostro paese, ancor prima di veder accertata la loro qualifica e il loro diritto ( e quindi in teoria sono da considerarsi ancora clandestini), avranno garantiti tutti i servizi sociali allo stesso modo dei cittadini italiani. Con una circolare emanata il 17 agosto il ministro dell’interno, Angelino Alfano, ha intimato ai comuni di concedere la residenza «in caso di documentata ospitalità per più di tre mesi». Un grazioso regalo del governo ( per la gioia della Boldrini e di papa Francesco) per le migliaia di stranieri, gli stessi che il governo Renzi ha deciso di ospitare nei centri di prima accoglienza in nome dell’umanità e della solidarietà.

II tutto in contemporaneità con gli sforzi del Pd a livello nazionale per sbloccare la norma che prevede la cittadinanza italiana ai ragazzi di origine straniera cresciuti nel nostro Paese. Ma ci siamo abituati, col governo renzi niente nasce per caso, è tutto preordinato allo specifico fine di acquisire giorno dopo giorno sempre più potere a ogni livello.

In merito alla questione della circolare e della residenza saranno probabilmente presentate interrogazioni dalle opposizioni per far luce sulla circolare del Viminale. Le conseguenze, negative per i nostri connazionali, ma non è una novità, si traducono in un accesso degli immigrati all’assistenza sociale, alla concessione di sussidi, alle case popolari e all’iscrizione nel Servizio sanitario nazionale. A carico degli enti locali che sono stati negli anni sottoposti a una stretta finanziaria dalla normativa nazionale giustificata sempre e comunque con la scusa delle necessarie coperture finanziarie che devono accompagnare qualsiasi politica di spesa, perché ce lo chiede l’Europa.

E sapete invece che cosa sta facendo la cancelliera Merkel, a parole tanto prodiga verso l’immigrazione? Stando a quanto riportato dal quotidiano Handelsblatt, il governo starebbe studiando un piano per proibire ai cittadini europei presenti in Germania di ricevere qualsiasi benefit legato al welfare per cinque anni, se non hanno lavorato prima nel Paese. Quindi noi allarghiamo le braccia e la borsa agli extracomunitari a danno dei nostri cittadini, mentre in germania si stringono i cordoni per tutelare i tedeschi. Parliamo di cittadini Ue e del Paese che sta mostrando i muscoli alla Gran Bretagna sul Brexit, dicendo che Londra non può prendere il buono dell’Unione e lasciare il resto, soprattutto godendo della libera circolazione delle merci e non delle persone. Mentre il Governo teutonico sta preparando un vero e proprio regime di apartheid verso gli altri cittadini europei, alla faccia degli abbracci fra Merkel, Hollande e Renzi a Ventotene. Lo sappiamo l’Italia è un paese di gonzi, ma fino a quando saranno disposti a sopportare i colpi di genio del governo?

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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