Il diluvio di esternazioni del premier

Pensioni: Renzi insiste, aumentiamo quelle basse, anche a chi non ha pagato niente. Vessando chi ha versato contributi pesanti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa

Protesta in una manifestazione di pensionati

ROMA – Nell’ambito del diluvio di annunci e dichiarazioni, che si stanno moltiplicando in vista dell’appuntamento, per lui cruciale, del referendum costituzionale del 4 dicembre, Matteo Renzi ha affermato, fra l’altro: «una parte dei nostri connazionali è stata delusa dalla legge Fornero perché gli ha impedito di andare in pensione ma è anche vero che una parte non ne vuol sapere. Noi diamo solo la possibilità, senza impattare troppo sui conti, di uscire e magari fare il nonno o la nonna. Noi non buttiamo fuori nessuno, chi vuole uscire prima può farlo, mentre diamo più soldi, come giusto, a chi ha pensioni da fame». E ha aggiunto: «Purtroppo non siamo riusciti a fare gli 80 euro perché risorse per tutti non c’erano. Però si parla di un aumento per chi ha una pensione bassa, sotto i mille euro, che va dai 30 ai 50 euro mensili, un piccolo passettino in avanti».

A proposito di queste situazioni, che andrebbero aiutate con un intervento assistenziale, e non previdenziale, un nostro lettore ha osservato qualche giorno fa: «come al solito gli aumenti delle pensioni vanno a chi ha pagato poco o niente, il muratore, l’idraulico, l’elettricista compreso chi lavora per conto proprio. Quelli che hanno pagato pochissimo e quelli che non hanno pagato niente hanno l’aumento, chi invece ha pagato 40 anni di contributi niente aumenti.  Questi politici fanno riforme per avere voti e basta senza dare a Cesare quello che è di Cesare. La previdenza è una forma assicurativa e quindi bisogna privilegiare chi ha pagato, poi queste persone che non hanno mai pagato di cosa vivevano quando erano più giovani?  Bravo Renzi, stai certo che io voto NO».

E come lui tante altre persone che la pensano allo stesso modo. Un comportamento del governo, non solo di questo, ma anche di quelli passati, che, attraverso provvedimenti legislativi e amministrativi e soprattutto per carenze di controlli, hanno radicato nei “furbetti” il senso espresso queste situazioni, e talvolta anche le truffe, rispondano a un senso di giustizia sociale: lo Stato deve provvedere a tutti. Concetto che Renzi sembra aver voluto ribadire. Ma i conti non tornano e torneranno sempre meno.

Si perché il nostro lettore ha centrato bene il problema, che Renzi e Boeri fanno finta di non capire confondendo interventi previdenziali e assistenziali, purtroppo anche nell’esercizio dell’attività istituzionale dell’Inps. Fatto grave per un premier, ma ancor più per il presidente dell’istituto di previdenza, il cui compito sarebbe quello di mettere i conti a posto e di far pagare i contributi a chi li evade. È notizia di ieri, non di un gufo, ma del Ministero dell’Economia, che in Italia si evadono tasse e contributi per oltre 108 miliardi l’anno. Con i quali i due individui sopra citati potrebbero intervenire – attraverso forme di assistenza, sottolineo e non di previdenza – a favore dei bisognosi. Escludendo possibilmente i furbetti, di cui l’Italia purtroppo abbonda.

Il retropensiero di Renzi, quando si è esibito nelle citate affermazioni, sarebbe quello di favorire chi percepisce pensioni basse (sociali, autonomi), che sono di tale importo perché ridicoli o nulli sono i contributi versati. Renzi e Boeri, per impinguare chi non ha mai pagato né tasse né contributi, vorrebbero penalizzare chi le ha pagate per una vita, spesso per oltre 40 anni, e vorrebbe godere di una tranquilla vecchiaia con la pensione faticosamente conquistata e assicurata in anticipo attraverso i versamenti effettuati.

Fra quelli che il premier vorrebbe beneficiare ci sarebbero anche coloro che godono di pensioni talvolta di falsa invalidità. I benpensanti subito osserveranno che per alcuni la pensione di falsa invalidità è l’unica fonte di sostentamento e che, d’altro canto, i piccoli imprenditori sono costretti a evadere per non chiudere. Ma a questo si pone rimedio cambiando le regole che non vanno e facendo pagare le tasse a tutti in proporzione (e non solo a pensionati e lavoratori a reddito fisso). Invece di imporre contributi di solidarietà ai pensionati che hanno avuto la malaugurata idea di versare molti contributi, che non vengono chiesti agli evasori contributivi, ai pensionati baby etc.

La Corte costituzionale ha già dichiarato una prima volta illegittima quest’imposizione, giustificandola poi parzialmente, nella nuova composizione, presieduta dal prof. Paolo Grossi e, sembra, con indirizzo favorevole al Governo, come un’imposizione dovuta una tantum, in circostanze eccezionali, non ripetibili. Come dire al 31 dicembre questa vera e propria imposta aggiuntiva per pochi scade e tu, governo, non ti azzardare a ripristinarla.

Questi sono gli argomenti che l’esecutivo dovrebbe tenere in conto. Poletti e Nannicini, almeno stando alle loro dichiarazioni, se ne sono accorti e li hanno ben presenti, e credo che anche il premier Renzi, passata la sbornia degli annunci preelettorali, rifletterà su queste considerazioni e agirà di conseguenza. Almeno lo speriamo. Se no tutti i tartassati dovranno nuovamente ricorrere alla magistratura ordinaria e contabile, come per il passato, per ottenere finalmente giustizia. almeno fino a quando l’Italia resterà un paese di diritto, ma sembra che stiamo prendendo una brutta china.

 

 

 

 

 

Tag:, , , , ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • roberto

    |

    UN VOSTRO LETTORE OSSERVA!
    BASTA CON LE LAMENTELE E CON I SOLITI “IDRAULICI”!
    BASTA APPLICARE LA LEGISLAZIONE COSTITUZIONALE!
    ARTICOLO APPARSO SU REPUBBLICA IN CRONACA DI FIRENZE NEL MARZO 2013!
    LA GUARDIA DI FINANZA HA SCOPERTO CHE 1O AZIENDE SU 12 ERANO EVASORI TOTALI!GRAZIE ALLE DEDUZIONI DELLE SPESE(ARTICOLO 53 DELLA COSTITUZIONE. n.d.r)

    QUESTO IL TITOLO DI REPUBBLICA
    “SI SCORDANO DI DICHIARARE AL FISCO LE ENTRATE. COSTRUTTORI EDILI “TRADITI”DAI LORO CLIENTI”!
    L’articolo dimostra, in modo chiaro e disarmante l’efficacia, che l’applicazione dell’articolo 53 della Costituzione mettendo al CENTRO la PERSONA con la sua vita economica fatta di entrate ed uscite, nell’evitare l’evasione fiscale e fare emergere un sommerso annuo pari a circa 450/500 miliardi per un mancato gettito di 260 miliardi!
    E’ accaduto che i clienti hanno portato in deduzione dal loro reddito lordo il 36% del totale dell’importo delle fatture rilasciate dai fornitori per ristrutturazioni edilizie.
    L’ Agenzia delle Entrate di Firenze,viste queste deduzioni, hanno potuto fare un “ controllo incrociato” ed hanno scoperto che i fornitori non avevano contabilizzato sul loro reddito d’impresa gli incassi degli importi dei loro clienti!
    Il nuovo accertamento ha portato allo scoperto un sommerso di 11 milioni di imponbile tra IVA e IRPEF.Poi ci sono evasioni di IRAP e Contributi Previdenziali!
    Per il precetto di capacità contributiva, di cui al 1°comma dell’articolo 53 della Costituzione, le spese primarie e sociali, non quelle che rappresentano un lusso, non sono soggette ad alcuna tassazione, nel senso che esse fanno parte della capacità contributiva. (On.le Scoca relatore, a nome di tutti i partiti, dell’articolo 53 della Costituzione votato all’unanimita’ dall’ assemblea costituente del 23 maggio 1947)
    Inoltre, applicando i 2 commi dell’articolo 53 della Costituzione,
    viene accertata l’effettiva capacità contributiva e viene dato progressività al sistema tributario nel suo complesso.( tributi diretti ed indiretti sui consumi = IVA-IRPEF).
    LO PUBBLICHERETE?
    GRAZIE
    ROBERTO

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.