Conterà su un miliardo di euro

Povertà: Poletti annuncia misure nel 2017 per aiutare i bisognosi. Partirà il reddito d’inclusione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Le dimensioni del fenomeno della povertà nel nostro Paese, riassunte nei dati contenuti nel rapporto Caritas sulla povertà, hanno fatto riflettere il nostro governo, finora poco attento al fenomeno, confermando la necessità di un’azione incisiva per dare una risposta a questo problema. Soprattutto ha destato impressione un dato: nel Mezzogiorno l’assistenza dei vescovi è diretta in gran parte agli italiani, in misura ben pi ampia rispetto ai migranti, che sono ben nutriti, lautamente assistiti e pasciuti, a differenza dei nostri connazionali, dal governo. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti assicura: «il Governo ha assunto questo problema tra le sue priorità, raccogliendo le sollecitazioni espresse dall’alleanza contro la povertà, che ha svolto un lavoro importante su questo tema e avuto il merito indiscutibile di metterlo al centro dell’attenzione della politica e delle istituzioni e di offrire un contributo essenziale alla definizione degli interventi che abbiamo predisposto ed inserito nel piano nazionale di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Si tratta del primo intervento organico, nella storia del nostro Paese, diretto a contrastare la povertà e l’esclusione sociale. Nel 2017 partirà il reddito di inclusione, che potrà contare sulle risorse di un Fondo specifico: 1 miliardo di euro l’anno, che il disegno di legge di bilancio appena approvato in consiglio dei ministri incrementa di ulteriori 500 milioni».

Poletti ricorda che si tratta di una misura universale di contrasto alla povertà che prevede un sostegno economico condizionato all’attivazione di percorsi verso l’autonomia, sostenuti da servizi personalizzati e da una rete integrata di interventi individuati dai servizi sociali in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole e con i soggetti del terzo settore e di tutta la comunità. Ma l’impegno per dare un aiuto alle persone in condizioni di difficoltà è già stato avviato. Dal 2 settembre è infatti stato esteso a tutto il territorio nazionale il Sia, sostegno per l’inclusione attiva, una misura ponte di cui potranno beneficiare le famiglie in condizioni economiche disagiate con almeno un componente minore, oppure con un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza. I 750 milioni disponibili ci consentiranno di dare un aiuto a circa 200mila nuclei familiari, ovvero a quasi 1 milione di persone, metà delle quali minori.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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