Ha solo affittato terreni alla famiglia Coli

Prato: Sting in procura. I giudici ribadiscono «Totale estraneità della star all’inchiesta sul caporalato nel Chianti»

di Redazione - - Cronaca

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sting-caporalatoPRATO – Si è presentato davanti agli inquirenti che indagano sul fenomeno del caporalato nel Chianti, il cantante Sting. La procura di Prato è stata categorica: «Totale estraneità del signor Sting a qualunque ipotesi di reato o anche di minima scorrettezza». La tenuta il Palagio, che l’artista ha a Figline Valdarno, «si era limitata ad affittare alcuni appezzamenti di terreni a società della famiglia Coli, per l”effettuazione di attività agricola».

E’ quanto ribadisce la procura di Prato, in merito all’inchiesta sul caporalato nelle vigne in Chianti, in un comunicato diffuso dai legali di Sting, Vittorio Chierroni e Simone Nocentini, dopo un incontro avuto dallo stesso Sting stamani con i magistrati a Prato. L’artista inglese ha avuto un colloquio con i sostituti Antonio Sangermano e Laura Canovai, improntato alla massima cortesia e chiarezza.  «Qualunque affermazione o insinuazione su di un presunto coinvolgimento penale del signor Sting nelle indagini – si legge nella nota – ancora risulterebbe pertanto destituito di ogni fondamento e gravemente lesiva della sua reputazione».

L’inchiesta sul caporalato condotta dalla procura di Prato aveva portato il 13 ottobre scorso anche a 5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari: tra i destinatari tre amministratori dell’azienda agricola Coli di Tavarnelle Val di Pesa. Dalle indagini era anche emerso che lavoratori a nero sarebbero stati impiegati «nei terreni di una famosa star internazionale che però era all”oscuro di tutto e
non era presente», come spiegato nel corso della conferenza stampa sull”operazione. Il giorno dopo gli avvocati di Sting avevano diffuso una nota per spiegare che si trattava di terreni che dal marzo 2014 non facevano più parte dell’azienda dell’artista, perché dati in affitto alla Coli.  Oggi poi l’incontro voluto da Sting con i magistrati i quali, si spiega ancora nel comunicato odierno, «hanno sottolineato con
fermezza e intendono ribadire in tutte le sedi pubbliche quanto già per altro evidenziato nel corso della conferenza stampa», ovvero la totale assoluta estraneità di Sting all”inchiesta.

Nel corso dell’incontro in procura, si spiega ancora, è  inoltre emersa «la grande sensibilità culturale, umana e artistica di Sting, da sempre impegnato in battaglie a tutela della natura e della dignità dell’uomo».

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