Secondo lui c'è un danno alla dinastia

Fiction Tv, l’erede dei Medici protesta su Facebook: «Noi trattati come mafiosi, non come signori del Rinascimento»

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Economia

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Jacopo Ligozzi, Il matrimonio di Francecso de' Medici e Giovanna d'Austria

Jacopo Ligozzi, Il matrimonio di Francecso de’ Medici e Giovanna d’Austria

FIRENZE – Non è per nulla contento della fiction tv ‘ultimo discendente dei Medici. Anche la stronca decisamente. Ad arrabbiarsi contro la serie televisiva è Ottaviano de’ Medici di Toscana di Ottajano, che, in un lungo post su facebook, ha accusato il film di «distruggere l’immagine dei Medici come protettori delle arti e della bellezza, dipingendoli come i padrini del Rinascimento  e indicando Firenze come la Corleone mafiosa». Secondo l’erede mediceo, la fiction crea un danno alla dinastia, umilia Firenze e allontana il turismo dalla città.

Per questo, aggiunge, «l’Italia ha il dovere di tutelare la conoscenza della verità storica, adottando provvedimenti necessari a garantire la salvaguardia del proprio patrimonio culturale immateriale, e non quello di spendere soldi pubblici della Rai per falsificare la storia della nostra Dinastia e quella della Toscana come ha fatto invece in questa occasione co-producendo una inaccettabile opera iconoclasta». Allora, conclude il post di Ottaviano de’ Medici, «occorre subito una legge Nazionale che tuteli e valorizzi il nostro patrimonio culturale immateriale e ne tuteli la sua immagine impedendo la produzione e la circolazione di film come questo intitolato I Medici».

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Commenti (2)

  • Ravecca Massimo

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    L’episodio narrato nell’ultima puntata, storico o meno non so, in cui Cosimo porta i malati di peste in Duomo per dargli un riparo, ma soprattutto per impedire agli operai istigati da Albizzi di demolire la cupola del Brunelleschi appena iniziata, mostra le caratteristiche del genio. Che spesso si basa e si manifesta attraverso procedimenti inclusivi e speculari. Lo stesso fece Brunelleschi con le sue tavole prospettiche, purtroppo perdute, in cui unificò il punto di fuga e di vista. Si comportò allo stesso modo. Cfr. ebook/kindle. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.

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  • Giorgio

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    Aggiungo che ho trovato curioso che il simpaticissimo Commissario Manara fosse già attivo qualche secolo fa alla corte dei Medici sia pure con funzioni di “faccendiere” del Padrino Cosimo.
    Inoltre trovo che Palazzo Vecchio, senza terrazzino, con le finestre rettangolari e con l’ingresso centrale, invece che spostato a destra, sia decisamente troppo “risparmioso” per un filmato super osannato e con pietose aspirazioni “storiche”, anche in tempi di “riciclo dell’attore”.

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