Oltre al miliardo speso ogni anno

Migranti: il governo stanzia altri 700 milioni, insorgono le opposizioni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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profughi

ROMA – Il governo si appresta a emanare un decreto legge sui migranti che dia respiro alle associazioni che si occupano di accoglienza e sostentamento, e che da marzo scorso non vengono più pagate. Saranno stanziati 600 milioni da destinare ai Centri di prima accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e ai Centri per il trattenimento e l’accoglienza degli irregolari stranieri, oltre al miliardo che l’Italia spende ogni anno per l’immigrazione. Una cifra che si aggiunge ai 100 milioni previsti nella legge di Bilancio e che verranno dati ai Comuni ospitanti con un limite massimo di 500 euro a profugo, a titolo di ristoro.

GLI AIUTI UE – La Commissione Europea ha approvato di recente 2,4 miliardi di eurodi aiuti, per il periodo 2014-2020, con l’obiettivo di sostenere i paesi membri ad affrontare l’emergenza immigrazione. In totale sono ventitrè i programmi pluriennali finanziati da Bruxelles nell’ambito del Fondo per l’Asilo, le Migrazioni (Amif) e l’Integrazione e del Fondo per la Sicurezza Interna (Ist). All’Italia sono destinati quasi 560 milioni di euro. Nello specifico. Roma riceverà in sei anni 313.355.777 euro a sostegno degli sforzi nazionali per aumentare le capacità di accoglienza, assicurare le procedure di asilo in linea con gli standard europei, integrare i migranti e migliorare l’efficacia dei programmi di rimpatrio, e 294.888.658 euro per la gestione e la sorveglianza delle frontiere esterne del l’Ue.

RELOCATION – Il vero nodo del problema però non sono soltanto i fondi a disposizione, ma soprattutto il fatto che non vengono rispettati gli accordi per la relocation, mentre gli sbarchi non accennano a diminuire. Dodicimila i nuovi arrivi negli ultimi tre giorni. Di recente, piccoli gruppi, un massimo di venti persone, partono dalla Turchia e arrivano a bordo di barche a vela. A bordo, iracheni, siriani, curdi, in fuga dai loro paesi, che approdano sulle coste ioniche della Calabria, o a Lecce, in Puglia. Il pattugliamento previsto serve a poco, perché le imbarcazioni fanno altri giri. E i centri di accoglienza sono ormai stracolmi, tanto che nel Nord Italia qualche prefetto sta requisendo case e alberghi, scatenando non poche polemiche. Per ora ne sono stati distribuiti sui 100-120 a provincia, ma il numero potrebbe aumentare.

COMUNI – Se la relocation europea non funziona, anche la redistribuzione interna avviene con disparità sul territorio. Sono 2.600 su 8.000 i Comuni chc accolgono i migranti: da un lato «aggregazioni anche troppo imponenti» dall’altro «l’esclusione di un numero importante di Comuni». È per questoche il governo ha optato per il «fondo di riconoscenza di 100 milioni» destinato alle amministrazione che accolgono. Un fondo premiale di 500 euro una tantum a migrante che non dovrebbe avere vincolo di destinazione: le risorse andranno al Comune, che sarà «libero di utilizzarle in base alle esigenze».

OPPOSIZIONI – L’annuncio di nuove spese per i migranti fa infuriare il senatore Maurizio Gasparri (FI): «Siamo alla follia. Il governo sta per varare un decreto per buttare altre centinaia di milioni per l”immigrazione. Spendiamo miliardi di euro per navi che trasportano clandestini e incoraggiano trafficanti, per rimborsare chi si occupa di accoglienza, ospitalità e spese varie. È questa la politica irresponsabile di Renzi che se ne frega degli italiani in povertà, vede l’economia andare a rotoli, la disoccupazione crescere e butta soldi per gli stranieri. Se faranno un decreto del genere, faremo ostruzionismo. Questo proporrò a tutta la coalizione di centrodestra, a cominciare da FI. Basta con una politica razzista che penalizza gli italiani e privilegia gli stranieri. Basta con l’italianofobia di Renzi».

L’ACCORDO LIBICO – Resta infine aperto anche un altro fronte, quello che riguarda la Libia e la gestione degli arrivi. L’Italia cerca una mediazione in vista di un progetto che sembra ancora lontanodal potersi attuare, ovvero la creazione di campi di accoglienza direttamente nella zona del Nord Africa. E nel frattempo, stabilisce di fornire motovedette, fuoristrada, computer e preparare la guardia costiera Iibica con corsi di formazione. Così come avveniva in epoca Gheddafi, quando gli accordi li aveva conclusi il governo Berlusconi.

 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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