Si tratta della sesta pronuncia di questo tipo

Contratto statali: Il Tribunale di Gela condanna per inadempienza il governo alle spese (finora in totale 50.000 euro)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Manifestazione per lo sciopero generale della CGIL

GELA – Un’altra sentenza che accerta  l’illegittimità del regime di sospensione della contrattazione collettiva per il pubblico impiego, a partire dal 30 luglio 2015, data della pronuncia della Consulta. Stavolta è toccato al Tribunale di Gela, poco più di una settimana fa era stato quello di Vercelli, tanto che il sindacato ricorrente, la Confsal Unsa, conta già sei decisioni in questa direzione. Il dispositivo è pressoché lo stesso in tutti i casi, con il governo condannato a rimborsare le spese legali.

Il conto è arrivato a 50 mila euro, che gravano sulle casse dello Stato, stima il sindacato guidato da Massimo Battaglia, tra i promotori anche del ricorso alla Corte Costituzionale. E, avverte, non è finita qui: ci sono ancora altri 45 ricorsi pendenti nei Tribunali di tutta Italia i quali potrebbero far arrivare l’eventuale condanna per spese processuali ad oltre 300 mila euro.

L’ultima sentenza, che assomiglia molto alle altre, condanna il ministero della Giustizia, contro cui la causa era rivolta, alla refusione delle spese processuali. E non cambia, rispetto alle altre pronunce, anche un altro punto: il blocco degli stipendi degli statali viene giudicato illegittimo a partire dal 30 luglio 2015. Un particolare dietro cui si nasconde la vicenda indennizzi. Il rinnovo contrattuale, infatti, partirebbe dal 2016, lasciando scoperti cinque mesi dell’anno prima. Ma è anche vero che finora nessuna sentenza è andata oltre, limitandosi a ricordare quanto stabilito dalla Consulta e rimandando tutto alla riapertura della contrattazione.

La riapertura della contrattazione resta ancora in sospeso, in attesa di scoprire quanto la manovra destinerà agli incrementi salariali dei dipendenti pubblici.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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