Intanto partiranno quelli per la sicurezza e la giustizia

Concorsi pubblici: in vista del referendum il governo li riapre (10.000 posti), una manovra elettorale

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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In vista del referendum istituzionale del 4 dicembre il governo tira fuori dal cilindro i nuovi concorsi per l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni, in modo da poter incassare un risultato positivo nella consultazione referendaria. Una mancia elettorale tipo gli 80 euro prima delle europee 2014.

ASSUNZIONI – La cornice dei bandi sarà quella indicata dal ministro della Pa, Marianna Madia: solo assunzioni mirate, per rispondere a esigenze precise. Ed è chiaro che il turn over al 25% (per cui si assume uno nuovo dipendete a fronte di 4 che escono) verrà intaccato solo in casi eccezionali. I fondi messi in campo sono quelli inseriti nella nuova legge di bilancio, 350-400 milioni di euro ritagliati dagli stanziamenti destinati al pubblico impiego (1,9 miliardi).

FONDI – Per le assunzioni verrà costituito un fondo apposito che servirà a bandire i nuovi concorsi (per 10 mila posti) annunciati due settimane fa da Renzi. In realtà tra nuove assunzioni e interventi di stabilizzazione il conto è destinato a salire. Solo nella sanità verranno stabilizzati 3000 medici e 4000 infermieri, nel comparto della scuola si parla di 25 mila supplenti e 10 mila tra tecnici, ausiliari e impiegati amministrativi. Questi interventi verranno finanziati con fondi a parte e non incideranno dunque sul nuovo fondo assunzioni.

SICUREZZA – Tutte le risorse verranno concentrate su altri comparti in affanno. La sicurezza innanzitutto, un settore che ormai da anni denuncia pesanti vuoti di organico. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha escluso che le forze armate possano essere interessate visto che il nuovo modello di difesa prevede di scendere da 190 mila a 150 mila unità, «ma sicuramente le assunzioni riguarderanno i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia». A legge di bilancio appena varata, Alfano parlava di «migliaia di nuove assunzioni» a favore dei corpi di polizia, oltre al riordino atteso da tempo delle carriere comprese quelle dei Vigili del fuoco. Un’altra quota spetterà al ministero dei Beni culturali che punta a rafforzare i propri organici sia per i profili specializzati (dai bibliotecari agli archivisti, dagli archeologi agli storici dell’arte sino agli architetti), sia per la parte amministrativa. Infine la Giustizia, che dopo aver assorbito gli esuberi delle province, punta a rafforzare ulteriormente gli organici a fronte 9 mila posti ancora scoperti.

TRIBUNALI – Il ministro Orlando infatti ha firmato due distinti decreti: col primo viene bandito un concorso per mille unità di personale amministrativo non dirigenziale destinati agli uffici giudiziari. Il bando – che verrà pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 21 novemmbre – prevede un titolo preferenziale di accesso per i tirocinanti che hanno preso parte agli stages formativi presso le cancellerie. Ieri durante il question time il Guardasigilli ha spiegato che per tutti quelli che hanno partecipato al tirocinio di perfezionamento presso l’ufficio del processo (in tutto 1.115 unità) il suo ministero, nell’ambito della Legge di bilancio, ha proposto un anno di proroga borsa di studio compresa. Il ministro ha poi firmato un decreto che bandisce un concorso per 360 posti di magistrato ordinario.

IDONEI – Si parla di nuovi concorsi, ma non si parla di quelli vecchi già svolti. E del dramma che vivono i cosiddetti «idonei», ovvero quelle migliaia di giovani che hanno superato i concorsi senza però vincerli e le cui graduatorie scadono a fine anno. Per il 15 novembre i vari comitati degli #idoneinlotta hanno programmato una manifestazione davanti al ministero della Pa mentre in questi giorni sui social network, da Twitter a Facebook, è partita una nuova campagna di protesta, un phobombing al grido di #iocimettolafaccia, facendosi guardare in faccia uno ad uno e ricordare alla politica le tante promesse mai rispettate. Solo per i 1.000 posti di cancelliere, sembra che 200 siano riservati agli idonei delle graduatorie delle PA già in corso di validità.

In effetti si tratta di una lotta fra persone in cerca di prima occupazione o di una posizione migliore, così come è avvenuto e avviene nel caso di trasferimenti e immissione in ruolo dei professori in virtù della legge della buona scuola. Che ancora non ha sortito gli effetti previsti, anzi ha dato luogo a ricorsi in massa, che si presume si verificheranno anche per i concorsi e le assunzioni in ponte. Ma tanto questo governo, anche se ritenuto responsabile di condotte illecite perfino dalla Consulta (vedi perequazione delle pensioni) non se ne cura e va avanti dritto per la sua strada.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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