Picche e ripicche fra Italia e Ue

Migranti: la Ue consente i controlli alle frontiere fino al febbraio 2017. Un’altra tegola per l’Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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STRASBURGO – Continua la schermaglia sul tema dei migranti fra Italia e Unione europea. Dopo le veementi accuse e le minacce di Renzi su questo tema, in teoria giusto, ma che a lui fa comodo invocare per nascondere altre pecche del bilancio, una decisione dei Commissari europei sembra destinata a rinfocolare la polemica. Il ritorno alla normalità nell’area Schengen può attendere. Il collegio dei commissari europei, riunito a Strasburgo, in Francia, ha deciso di raccomandare al Consiglio il temporaneo prolungamento dei controlli in alcuni tratti delle frontiere interne dell’area europea in cui è garantita la libera circolazione delle persone, dove già hanno luogo, cioè in alcune tratti dei confini di cinque Stati (Austria, Danimarca, Germania, Svezia e Norvegia).

Anche se la situazione si sta lentamente normalizzando, secondo la Commissione le condizioni per un ritorno ad un’area Schengen normalmente funzionante non ci sono ancora. Lo spazio Schengen comprende 26 Paesi europei, 22 dei quali sono membri dell’Ue (gli altri 4 sono Norvegia, Liechtenstein, Svizzera e Islanda), che hanno abolito i controlli sulle persone nelle loro frontiere comuni e che dal punto di vista dei viaggi internazionali funzionano come un unico Paese. La raccomandazione della Commissione, che dovrà essere adottata dagli Stati membri dell’Ue nel Consiglio, propone l’estensione dei controlli per un periodo limitato di tre mesi, a partire dall’11-12 novembre. Nello scorso marzo la Commissione Europea aveva annunciato l’obiettivo di «rimuovere tutti i controlli alle frontiere interne entro dicembre, in modo da poter ritornare ad un’area Schengen normalmente funzionante entro la fine del 2016». I controlli ora vengono prorogati fino a febbraio 2017.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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